"Se esiste ancora il senso di umanità, votate la nostra mozione, non portate l'Italia dalla parte sbagliata della storia". Questo l'appello rivolto alla maggioranza da Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, intervenuta durante il dibattito sulla mozione unitaria Pd-M5s- Avs per fermare lo sterminio del popolo palestinese a Gaza.
"Se Netanyahu può uccidere 53mila persone di cui 17mila bambini, se può annunciare la deportazione di 2milioni di persone, se può radere al suolo il 70 per cento delle infrastrutture, case, ospedali e scuole, se può massacrare 218 giornalisti e 433 operatori umanitari, se può bloccare per 75 giorni ogni aiuto di vitale importanza usando la fame come arma di guerra - ha sottolineato - è grazie all'inerzia della comunità internazionale, dell'Unione europea e di tutti quei governi che fanno finta di non vedere l'orrore e la quantità di crimini commessi a Gaza e in Cisgiordania dall'esercito israeliano.
Questa inerzia e questo mutismo abbiamo voluto rompere con la missione a Rafah, spingendoci fino alle porte di Gaza, raccogliendo le testimonianze dei palestinesi, vedendo con i nostri occhi le tonnellate di aiuti fermi a pochi passi dalla Striscia". "Ieri abbiamo chiesto alla presidente Meloni di essere qui, oggi, per prendere parola su quello che accade a Gaza. Ma non c'è. Ed è gravissimo, stiamo parlando dello sterminio del popolo palestinese, non è una questione abbastanza importante?- ha denunciato Boldrini -. Come è gravissimo che in commissione difesa sia stato approvato l'acquisto di tecnologia militare da Israele mentre a Gaza si compiono crimini di guerra e contro l'umanità. Una vergogna totale. Ed è altrettanto grave che l'Italia non abbia votato a favore della revisione dell'accordo UE - Israele".
"Ma se le parole di disperazione delle persone di Gaza che abbiamo riportato in questa aula per voi hanno un valore, se l'umanità per voi ha ancora un valore, prendete posizione - ha detto rivolgendosi ai banchi della maggioranza -. È ora di prendere posizione, dite no allo sterminio del popolo palestinese. Fatelo adesso ".
"Giorgia Meloni venga domani in aula e prenda parola sull'abisso umanitario che sta vivendo il popolo palestinese a Gaza. La maggioranza voti la mozione di Pd, Avs e M5S con le misure necessarie per fermare Netanyahu. Siamo appena tornati dalla missione al valico di Rafah, al confine con Gaza. Una delegazione organizzata da Aoi, Arci e Assopace Palestina, a cui hanno partecipato parlamentari di Pd, M5S e Avs, europarlamentari dei tre gruppi, con la presenza di docenti di diritto internazionale e giornalisti. Valico che è rimasto sigillato, nonostante la nostra richiesta ufficiale di entrare: il governo di Israele non vuole testimoni che possano constatare i crimini che sta commettendo. Ci siamo spinti fino alle porte di Gaza per denunciare la complicità dei leader europei e delle istituzioni comunitarie che con il loro silenzio e la loro inerzia consentono a Benjamin Netanyahu di sterminare il popolo palestinese". Lo ha dichiarato intervenendo nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Abbiamo incontrato uomini donne e bambini di Gaza. Ci hanno parlato di amputazioni di arti eseguite senza anestesia, di giornate trascorse in preda ai morsi della fame. Ci hanno descritto la felicità di trovare cibo per animali da dare ai propri figli. Ci hanno raccontato il dolore provato di fronte a bambine e bambini che si spengono ora dopo ora - ha proseguito Boldrini - . Ci hanno descritto cosa significa vivere con il costante rumore delle bombe che si avvicinano sempre di più, delle fughe nel cuore della notte senza sapere dove andare, dell’angoscia, della disperazione".
"Questa immane sofferenza si deve alle scelte scellerate di Benjamin Netanyahu che continua a bombardare con l’intento esplicito di uccidere i palestinesi della Striscia e di usare la fame come arma di guerra. Difronte a un tale abisso umano, tutte e tutti noi, maggioranza e opposizione, dovremmo compattamente reagire e condannare questi crimini abominevoli - ha sottolineato la deputata dem -. Invece la maggioranza si ostina a non condannare quanto accade anteponendo l'alleanza politica con Netanyahu al senso di umanità. La presidente del Consiglio, da madre e cristiana, non ha mai espresso una sola parola di cordoglio per i 17mila bambini “uccisi per hobby” come ha affermato oggi il leader dei democratici israeliani Yair Golan".
"Ieri sono entrati a Gaza appena 9 camion di aiuti di prima necessità. Prima del 7 ottobre ne entravano 500 al giorno e che con l’attuale gravissima situazione, ne servirebbero migliaia ogni singolo giorno - ha concluso -. Sia chiaro quindi che non c’è niente di umanitario in questa decisione. Netanyahu ha dichiarato che, semplicemente, con una carestia i suoi alleati non lo sosterrebbero più nell’azione militare.
Difronte a questo delirio del male, l’inerzia del mondo e dell’Ue diventa colpevole complicità".
"Nell’ ultimo giorno della carovana "Gaza oltre il confine" abbiamo anche incontrato al Cairo il personale dell'Onu che opera a Gaza. Da parte loro c'è grande preoccupazione per la militarizzazione degli aiuti umanitari che vuole Israele. Questo avrà ricadute negative perché i beneficiari saranno identificati anche con tecniche biometriche e dovranno fare lunghi tragitti per ottenere gli aiuti la cui distribuzione sarebbe prevista solo in due o tre punti nella Striscia. Uno scenario che non ha niente di umanitario e ha l’obbiettivo di controllare i destinatari degli aiuti senza nessuna valutazione sulla loro vulnerabilità. Un precedente pericolosissimo per le conseguenze che potrebbe avere anche altrove.
La comunità internazionale deve pretendere che siano le organizzazioni umanitarie delle Nazioni Unite e non l'esercito a distribuire gli aiuti. E deve aprire immediatamente una conferenza internazionale sul futuro dello Stato di Palestina". Lo dichiara dal Cairo Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Nell'ultimo giorno della nostra missione "Gaza oltre il confine" abbiamo incontrato al Cairo i rappresentanti della Lega Araba che hanno espresso molto apprezzamento per la nostra iniziativa a Rafah e chiesto che si rafforzi il rapporto storico tra Italia e il mondo arabo. "La Nakba accadde nel 1948, quello che sta accadendo oggi è un altro capitolo della stessa storia - ci hanno detto -: Israele vuole cacciare tutti i palestinesi dalla Striscia e per ucciderli usa anche l'intelligenza artificiale". Hanno sottolineato come le radici del conflitto siano antiche così come l’occupazione di Gaza da parte del governo israeliano è di lunga data. Netanyahu, dicono, vuole cambiare la geografia di tutta la regione, mentre la Lega araba sostiene il piano egiziano per Gaza che è alternativo a quello di Trump. "Senza l’auto determinazione del popolo palestinese - hanno sottolineato - non ci sarà una soluzione giusta. I rapporti con Israele si normalizzeranno solo dopo la nascita dello Stato di Palestina". Per questo chiedono che si apra una conferenza internazionale con tutti i leader per lavorare alla soluzione a due stati.
"Il piano arabo- dicono - può funzionare, ma dentro la Striscia ci devono essere condizioni di vita dignitose che non spingano le persone ad abbandonarla". Lo dichiara dal Cairo Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L'immobilismo dei leader europei è complice dello sterminio del popolo palestinese. Oggi la carovana "Gaza oltre il confine" è arrivata al valico di Rafah, che però è rimasto sigillato: nessuno entra e nessuno esce. Non solo non hanno fatto passare noi, ma non entra un chicco di grano né un litro d'acqua, né un farmaco". Lo dichiara da Rafah Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Mentre eravamo sul versante egiziano del valico, abbiamo sentito, per tutto il tempo, il boato delle bombe che continuavano a cadere sulla Striscia sapendo che questo significava altri morti, altra distruzione - racconta Boldrini -. Siamo venuti qui per rompere il silenzio sul massacro del popolo palestinese pianificato da Netanyahu e dal suo governo. Un silenzio che è anche dei vertici dell'Ue e di quasi tutti i capi di stato e di governo".
"Ma il silenzio è complicità. Tutti devono prendere le distanze, condannare l’operato del governo israeliano e fare tutto il possibile per impedirgli di continuare questo sterminio - conclude la deputata dem -. Bisogna sospendere l'accordo di Associazione tra Ue e Israele, fermare il commercio di armi con Tel-Aviv, mettere le sanzioni a Netanyahu e al suo governo, chiedere il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e riconoscere lo Stato di Palestina. L'opinione pubblica chiede a gran voce di fermare Netanyahu e non può restare inascoltata".
Dichiarazione di Laura Boldrini, deputata Pd da Rafah
"Sono scappato nove volte, con la mia famiglia, sotto i bombardamenti, correndo senza poter prendere niente con me". E' solo una delle drammatiche testimonianze che abbiamo ascoltato da alcuni di coloro che sono riusciti a lasciare Gaza e che abbiamo incontrato al Cairo, in Egitto. Pochi fortunati perché in salvo, che vivono col senso di colpa di essere al sicuro, di poter bere e fare un pasto mentre nella Striscia si continua a morire ogni giorno. Ci hanno raccontato cosa significa subire operazioni senza anestesia, soffrire la fame e non trovare nulla da mangiare, nutrirsi col cibo per animali trovati per strada o con erbe selvatiche nella speranza di sopravvivere. Sotto le bombe. Mentre le nostre bacheche social sono piene di immagini scintillanti e video divertenti, le loro sono una lunga sequenza di condoglianze, di annunci di morti, di ultime volontà di chi sa che presto sarà il suo turno.
E hanno rivolto un atto di accusa pesantissimo verso l'Ue e la comunità internazionale che lasciano che tutto questo accada senza fare nulla. Nulla per fermare lo sterminio del popolo palestinese.
"Senza argini - hanno detto - Netanyahu farà anche peggio di così".
Una responsabilità che pesa su tutti noi. Per questo siamo venuti qui, parte di una delle più grandi delegazioni che si sia mai spinta al valico di Rafah, con l’intento di entrare a Gaza. E oggi, con il peso di queste voci ci muoviamo verso Al-Arish: una strada molto lunga e piana di check-point. Da lì raggiungeremo Rafah e tenteremo di entrare a Gaza.
Per dare voce a questa tragedia umanitaria. Perché nessuno possa dire: "io non sapevo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, dalla Carovana solidale per Rafah "Gaza oltre il confine" a cui partecipa insieme alle colleghe Rachele Scarpa e Valentina Ghio e ai colleghi Arturo Scotto e Nico Stumpo, all'eurodeputata Cecilia Strada, a parlamentari di Avs e del M5S, giornalisti, operatori umanitari e giuristi di diritto internazionale.
“Siamo appena arrivati al Cairo, assieme ai colleghi e le colleghe del Partito Democratico, insieme a noi anche i parlamentari del Movimento Cinque Stelle e di Alleanza Verdi e Sinistra.
Ci sono anche professori e professoresse universitarie, associazioni, ONG, giornalisti e giornaliste.
Oggi saremo qui per parlare con l’Agenzia delle Nazioni Unite, con gli esperti della politica regionale e parleremo anche con le ONG palestinesi.
Domani partiremo di buon’ora e attraverseremo il Sinai per arrivare ad Al Arish dove trascorreremo la notte e poi da lì andremo alla volta di Rafah con l’intento di entrare a Gaza”. Lo ha detto in una video intervista la deputata del PD Laura Boldrini che con una delegazione di parlamentari ed associazioni è immissione alla volta di Gaza.
"Quello di cui stiamo discutendo in queste ore alla Camera non dovrebbe chiamarsi né "decreto immigrazione", né "decreto Albania", ma "decreto fallimento".
Perché è questo che fa: certifica il fallimento del protocollo Albania tanto voluto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Doveva essere uno strumento di deterrenza, per convincere i migranti a non partire verso l'Italia perché dovevano sapere che sarebbero finiti in Albania. Ma non ha funzionato, perché quel meccanismo è stato smontato pezzo dopo pezzo dall’applicazione delle leggi italiane ed europee a cui sono tenuti i giudici. E nel tentativo di non perdere ulteriori notti insonni "da qui alla fine del governo italiano", come ha detto la stessa Meloni giurando che i centri in Albania avrebbero funzionato, li hanno trasformati in Cpr, come ce ne sono già altri 9 in Italia, dove trasferire migranti che già sono trattenuti all’interno di una di queste strutture. Quindi addio anche all’effetto deterrenza. Peraltro i Cpr, quelli in territorio italiano, sono vuoti per metà della loro capienza. Dunque qual è il motivo di aprirne un altro in Albania? L'unico motivo è che bisognava metterci una pezza, trovare un modo per giustificare gli oltre 800 milioni di euro degli italiani spesi per questa enorme operazione di propaganda senza alcun risultato reale.
Un'operazione fatta non solo a spese degli italiani che avrebbero preferito, magari, provvedimenti che non costringessero ad aspettare sei mesi per una radiografia, ma anche a discapito dei più basilari diritti delle persone come quello alla difesa e alla salute". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine del suo intervento nell'aula di Montecitorio.
È in partenza in queste ore una delegazione diretta verso la Striscia di Gaza, con l’obiettivo di portare testimonianza diretta della tragedia umanitaria in corso e denunciare l’inerzia della comunità internazionale.
“È in corso un tentativo di cancellazione del popolo palestinese, un vero e proprio sterminio. E mentre questo accade, le potenze mondiali tacciono. L’Unione Europea, quella dei diritti, delle libertà e della solidarietà, sembra essere morta sotto le macerie di Gaza». Così la deputata dem Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. Oltre a Laura Boldrini, fanno parte della delegazione anche le deputate e i deputati del Pd Valentina Ghio, Arturo Scotto, Nico Stumpo, Rachele Scarpa e l'europarlamentare Cecilia Strada. Insieme a loro anche parlamentari di Avs e del M5S componenti dell'Intergruppo per la pace tra Israele e Palestina ed europarlamentari, oltre a docenti universitari, rappresentanti di ONG e numerosi giornalisti.
“Non possiamo accettare – ha proseguito l’esponente Pd - che, nel 2025, si parli ancora di pulizia etnica. Le espulsioni forzate, le deportazioni, il blocco degli aiuti umanitari sono crimini di guerra che il diritto internazionale condanna con fermezza”.
“Nel suo intervento in Aula, ieri, la presidente Meloni – ha concluso Boldrini - non ha mai condannato l'operato di Netanyahu, non ha espresso cordoglio per le vittime. Solo un moderato "non abbiamo condiviso". Parole di circostanza solo per non dispiacere l’alleato Netanyahu. Questo governo sta portando l’Italia dalla parte sbagliata della Storia. Con questa missione, la delegazione intende affermare un’altra Italia: quella che rifiuta lo sterminio del popolo palestinese, che si oppone alla cancellazione del diritto internazionale, che chiede con forza il cessate il fuoco permanente e l’immediato accesso dei beni di beni di prima necessità alla popolazione civile”.
"L’ obbiettivo è entrare a Gaza. La missione che sta per partire, rappresenta una delle più grandi delegazioni internazionali mai spintasi fino alla Striscia. Siamo sessanta tra deputati e deputate, parlamentari italiani al parlamento europeo, docenti universitari di diritto internazionale, operatrici e operatori di ONG e associazioni impegnate sui diritti umani, giornalisti e giornaliste.
E' una delegazione di grande valore sociale che rappresenta l'Italia che dice no allo sterminio del popolo palestinese, no alla violazione costante del diritto internazionale, no al silenzio delle istituzioni italiane ed europee davanti allo scempio che si sta consumando a Gaza.
Abbiamo chiesto all'ambasciatore italiano in Israele di farsi carico di questa richiesta presso le autorità israeliane, ma a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ma non ci arrenderemo. Vogliamo raggiungere Gaza in segno di solidarietà e vicinanza con il popolo palestinese che, come se non bastassero i bombardamenti indiscriminati, sta morendo di fame, di sete e di malattie per un piano preciso e dichiarato del governo Netanyahu. Un piano criminale che prevede anche l'invasione totale della Striscia e la deportazione dei palestinesi. Nel silenzio complice della comunità internazionale, è necessario tenere alta l'attenzione sullo sterminio in corso, vedere con i propri occhi, raccontare e denunciare i crimini che Netanyahu e il suo governo stanno compiendo”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, a margine della conferenza stampa di presentazione della missione che si è tenuta oggi. Oltre a Boldrini, della delegazione fanno parte anche le deputate e i deputati del Pd Sara Ferrari, Valentina Ghio, Arturo Scotto, Nico Stumpo, Rachele Scarpa e l'europarlamentare Cecilia Strada. Insieme a loro anche parlamentari di Avs e del M5S.
"Un governo che non solo non intende fare passi avanti sulla strada dei diritti delle persone, ma ostacola anche le regioni che, giustamente, rispondono ai bisogni delle loro cittadine e dei loro cittadini.
Impugnare la legge sul fine vita approvata dalla Regione Toscana a marzo scorso è una scelta scellerata che gioca sulla pelle e sulla sofferenza delle persone malate e delle loro famiglie negando il diritto sacrosanto all'autodeterminazione in un momento già difficile per chiunque.
Per di più scavalca il Parlamento, come troppo spesso fa, annunciando un testo che sarà presentato al Senato.
Quella toscana è una legge di civiltà, che nasce da un'esplicita sentenza della Corte Costituzionale. Mentre la scelta di impugnarla è un'ulteriore imposizione ideologica nei confronti di chi su quella legge aveva riposto le proprie speranze di poter scegliere per sé una fine dignitosa". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"A Gaza si muore ma non per una carestia. Si muore perché il governo israeliano di Benjamin Netanyahu, che è un governo alleato al cosiddetto Occidente, ha deciso di bombardare indiscriminatamente la Striscia e ha deciso anche di bloccare migliaia e migliaia di convogli con beni di prima necessità. Parliamo di cibo, parliamo di medicinali di tutto quello che serve per sopravvivere. E ha bloccato anche l'erogazione dell'elettricità quindi le persone non possono usare i dissalatori per bere acqua. Tutto questo per distruggere un popolo, annientarlo. E tutto questo oggi è insopportabile davanti ai nostri occhi. Allora l'Europa, l'Europa dei diritti, l'Europa delle libertà, l'Europa della solidarietà tra i popoli sta morendo sotto le macerie di Gaza. E siccome le istituzioni europee non hanno fatto nulla in tutto questo tempo, hanno balbettato tentennato, oggi che è la Giornata dell'Europa dico: l'Europa siamo anche noi, ognuna e ognuna di noi. Alziamo la voce, facciamoci sentire, facciamo tutto quello che possiamo per salvare Gaza, per salvare anche l'Unione europea". Lo dichiara sui suoi canali social Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, aderendo alla campagna #ultimogiornodigaza #gazalastday
Dopo le dichiarazioni di Emanuele Fiano, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, risponde con una lettera aperta. Ecco il testo.
"Caro Emanuele,
ho letto il tuo commento riguardo alla mia visita a Napoli, a Nives Monda titolare della Taverna A Santa Chiara.
Mi lascia molto perplessa la tua scelta di una polemica pubblica, dati i rapporti e considerato che mai, da parte mia, c'è stato un atteggiamento simile nei tuoi confronti nonostante spesso non abbia condiviso le tue posizioni su quanto accade a Gaza e in Cisgiordania.
Ma dato che hai fatto questa scelta, ti rispondo usando lo stesso strumento.
Sono andata a trovare Nives Monda per esprimerle la mia solidarietà per la violenta gogna che l'ha travolta dopo la diffusione del video girato dai due turisti israeliani dal quale non traspare affatto che lei li abbia attaccati in quanto israeliani o perché di religione ebraica, ma in quanto negazionisti della barbarie che si sta consumando a Gaza per mano del governo israeliano di Benjamin Netanyahu. Tant'è che la coppia aveva già consumato il suo pasto quando è stato girato il video. Sono stati invitati, con i toni accesi dello scontro in corso, a lasciare il locale pur senza pagare.
Nessuno può negare gli oltre 52mila morti di Gaza, in gran parte donne e bambini, i più di 150mila feriti, il sistematico (e dichiarato) uso della fame come arma di guerra, il bombardamento indiscriminato di ospedali, scuole, edifici dell'Onu, campi profughi, case. Nessuno può tollerare il divieto imposto dalle autorità israeliane di far entrare nella Striscia beni di prima necessità, blocco che riduce migliaia di essere umani nella condizione di spettri che cercano di sopravvivere. Una crisi umanitaria senza precedenti denunciata da tutte le organizzazioni umanitarie (anche quelle israeliane audite dal Comitato diritti umani della Camera che presiedo), dalle agenzie dell'Onu, da migliaia di immagini che arrivano ogni giorno da Gaza.
Ribadire queste evidenze sta costando a Nives Monda un attacco feroce sul piano personale, lavorativo e familiare. Mentre ero lì io stessa ho assistito ad una raccapricciante telefonata anonima di minacce e insulti in cui un uomo con la voce distorta le intimava di chiudere il ristorante e lasciare la città insieme alla sua famiglia.
Per questo sono andata a Napoli. Ciò non significa che io sposi in toto qualsiasi cosa abbia detto Nives Monda nell'arco della sua vita, né quello che veniva volantinato fuori dal suo locale mentre ero lì. Pensarlo è, per usare un eufemismo, bizzarro.
Anche perché, come tu stesso ricordi, sono stata tra i primi ad esprimere tutto il mio orrore per l'attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre. E l'ho ribadito più e più volte, insieme alla richiesta di rilascio degli ostaggi, quelli che Netanyahu ha definitivamente abbandonato, accecato dal desiderio di mantenere il suo potere e guidato dagli estremisti del suo governo.
Lo stesso orrore non ho, purtroppo, letto da parte di tanti, troppi, per la carneficina che si sta consumando nella Striscia dall'8 ottobre 2023. Così come mi atterrisce la mancanza di empatia, che pure esiste, verso il popolo palestinese che sta vivendo la sua ora più buia.
Anch'io condivido e sostengo l'iniziativa di Gerusalemme del prossimo fine settimana a cui fai riferimento. Ogni tentativo di aprire il dialogo e di parlare di pace non può che trovarmi d'accordo. Tant'è che mi è stato chiesto di mandare un video, che ho inviato. E proprio ieri ho parlato con uno degli organizzatori che mi ha confermato che il video sarà proiettato.
Penso che il posto naturale della sinistra sia dalla parte delle vittime e, in questo caso, le vittime sono i palestinesi di Gaza. E Nives non ha fatto altro che ribadirlo senza alcun commento sul fatto che i suoi interlocutori fossero ebrei. Ha detto che il governo israeliano sta commettendo crimini di guerra, cosa inconfutabile. E questo non vuol dire in alcun modo essere antisemiti, razzisti o sostenitori dei terroristi, come invece l’ha accusata di essere la turista israeliana. A causa di questo Nives è bersagliata da minacce e insulti che scalfirebbero la vita di chiunque. Per questo sono andata a portarle solidarietà.
Colgo l'occasione, infine, per porre alla tua attenzione i commenti che la tua dichiarazione ha scatenato sui social: non abbiamo bisogno di nuove gogne mediatiche, men che meno scatenate da noi e tra noi.
Abbiamo bisogno, invece, di dialogo e di operare per la pace ovunque, a partire da Gaza".
“Questa mattina in sala Stampa alla Camera abbiamo presentato il libro di Barbara Bonciani, sociologa e già Assessora al Porto a Livorno, sulle disparità di genere nei porti italiani, dove si evidenzia la scarsità di presenza di lavoratrici donne in ambito portuale e marittimo. Su oltre 20.000 dipendenti abbiamo un numero di donne che è poco sopra le 1200, quindi una percentuale molto bassa.
Ma questa mattina i casi concreti, ovvero l'esperienza di lavoratrici che si occupano di attività operativa come il rizzagio o anche di una capitana di lungo corso ci hanno dimostrato che i pregiudizi sono solo nella mente di chi li applica. Quindi continuare a parlarne, ma anche mettere in atto gli strumenti parlamentari e operativi necessari per superare questo gap sarà l'impegno dei giorni a venire, a partire dalla presentazione di una risoluzione rispetto alle pari opportunità di genere nel lavoro portuale e marittimo in commissione Trasporti alla Camera dal gruppo del Partito Democratico.
Inoltre va detto che i porti italiani, così come molti altri settori della nostra economia, subiscono una vera e propria carenza di manodopera specializzata. In questo contesto il riequilibrio di genere, orizzontale e verticale, diventa quindi un'occasione ulteriore per rispondere alla richiesta di forza lavoro.
La presentazione di oggi e le azioni parlamentari che ne conseguiranno, cosi come gli impegni presi questa mattina da associazioni datoriali e sindacati di settore, sono per colmare il gap di genere sul lavoro, a partire da quello portuale, come l'incremento di entrambi i generi in questo caso delle donne nel lavoro portuale". Lo hanno detto Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd e Laura Boldrini presidente della commissione diritti umani alla Camera, a margine della conferenza stampa di presentazione del libro di Barbara Bonciani “Portuali e marittime, perché no? La disparità di genere nei porti italiani”.
"La notizia dei bombardamenti condotti dall’India in nove località pakistane, e della conseguente reazione militare del Pakistan, desta profonda preoccupazione. Non si tratta di piccole scaramucce, ma di un'escalation pericolosa tra due potenze nucleari: un rischio altissimo per la sicurezza regionale e globale. Il mondo non può permettersi nuove guerre. Serve più diplomazia, più politica, più responsabilità. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, è già intervenuto richiamando alla massima cautela: è un appello che l’intera comunità internazionale deve raccogliere, a partire dal governo italiano". Con queste parole, la deputata del Partito Democratico Laura Boldrini è intervenuta questa mattina in Aula alla Camera, chiedendo alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni di "intervenire e riferire in Parlamento su come il governo italiano intende contribuire a una soluzione diplomatica rapida ed efficace".
"Siamo di fronte al più grave scontro militare tra India e Pakistan degli ultimi vent’anni – ha aggiunto Boldrini – e il confronto va immediatamente spostato dai campi di battaglia ai tavoli negoziali. È attraverso il dialogo multilaterale che si evitano disastri geopolitici e umanitari. Per questo il diritto internazionale va preservato, perché è l’unico strumento che abbiamo per evitare un conflitto globale. Quando il diritto internazionale viene ignorato, resta solo la legge del più forte, la giungla: una spirale che dobbiamo assolutamente evitare".
"Per questo – ha concluso – chiedo formalmente al Governo italiano, e in particolare alla Presidente Meloni, di attivarsi subito: chiami il Presidente Modi, prenda posizione, dia un segnale chiaro. E subito dopo il Governo venga a riferire con urgenza alle Camere su quali iniziative intende assumere per contribuire concretamente alla de-escalation di questa crisi".