“Il progetto di trasformare i centri in Albania in CPR si sta rivelando un vero e proprio pasticcio. Ad oggi, non esiste alcuna certezza su come siano state selezionate le persone trasferite in queste strutture. L’unica certezza è che una persona sia stata costretta a compiere un doppio viaggio di andata e ritorno in poche ore. Tutto ciò conferma il persistere di un’operazione caotica, guidata dalla propaganda senza alcun legame con una effettiva strategia di gestione dell’accoglienza. Un’operazione che, nel frattempo, sta continuando a generare costi altissimi per le casse dello Stato. Durante la nostra visita in Albania, nonostante le nostre ripetute richieste, non siamo riusciti ad ottenere informazioni chiare: né sulle modalità di selezione delle 39 persone trasferite in Albania, di cui uno già rientrato in Italia, né sull’elenco completo delle persone coinvolte. Serve chiarezza e serve trasparenza. Presenteremo un’interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi per chiedere di fare immediatamente piena luce su quanto sta accadendo.”
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Andrea Casu e Fabio Porta insieme alla europarlamentare Cecilia Strada.
“La proposta di legge del Pd si pone come obiettivo l’abbassamento del costo dei farmaci veterinari per gli animali da compagnia. Oggi i farmaci veterinari sono un vero e proprio salasso per i padroni di un animale da compagnia. Un italiano su tre, anche per esigenze specifiche e non solo per piacere, possiede un animale da affezione”. Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, prima firmataria della proposta di legge che verrà presentata mercoledì 16 aprile 2025 alle ore 11:30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati.
Interverranno:
Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale
Gianluca Felicetti, presidente Lav
Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio e responsabile nazionale Welfare Pd
Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia Pd

“Rampelli prova a sviare l’attenzione, ma il punto è chiaro: il Governo ha dirottato un miliardo di euro per un’operazione di pura propaganda. E la trasformazione dei centri in Albania in CPR non ha nulla a che vedere con la gestione dell'immigrazione, ma serve solo a evitare il rischio che il governo sia accusato di danno erariale.”
Lo dichiarano i deputati del Partito Democratico Andrea Casu e Fabio Porta, attualmente in missione in Albania per verificare direttamente le procedure adottate dal Governo nei nuovi centri per migranti.
“Rampelli – proseguono i democratici – afferma di conoscere i reati per cui sarebbero incriminati i migranti trasferiti in Albania. Ma né noi, né le organizzazioni umanitarie che seguono da vicino il caso, abbiamo avuto accesso ad alcuna informazione ufficiale di questo tipo nonostante le ripetute richieste. Perché lui li conosce? Il Governo sta forse utilizzando dati riservati per alimentare la propria propaganda politica attraverso i partiti di maggioranza? Piantedosi e Rampelli devono chiarire subito, pubblicamente.”
“Gli italiani hanno diritto a sapere – concludono Casu e Porta – perché così tanti soldi pubblici sono stati spesi all’estero, mentre nelle nostre città mancano risorse per la sicurezza.”
Da Meloni, Nordio e Del Mastro, gestione carceraria priva di scrupoli
Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd
“Non è come un suicidio in carcere ma far morire lontano dalla Sardegna un malato terminale come Mesina è una inutile crudeltà. Garantire a tutte le persone un fine vita dignitoso vicino ai propri familiari è un diritto che deve essere garantito a tutti, anche a chi, come Graziano Mesina, aveva un debito da pagare con la giustizia.” Così Silvio Lai, parlamentare sardo del PD.
“Per un sardo scontare una pena lontano dall’isola è un ulteriore condanna. Capisco perfettamente che si debba avere un’attenzione particolare a porre distanza dal proprio territorio in caso di alta pericolosità e di possibili contatti la organizzazione di appartenenza , però nel caso di Mesina penso che ormai da diverso tempo ci fossero le condizioni per potergli garantire di scontare la pena nella sua terra e garantirgli di morire vicino ai propri cari, considerate le gravi condizioni di salute note. È stato concesso in tempi recenti a boss malavitosi, poteva essere concesso per tempo, anche un mese fa quando ripetutamente richiesto, a Graziano Mesina.
Che chi ha problemi di salute terminali non abbia la possibilità di concludere la propria esistenza nella maniera più dignitosa possibile, pur salvaguardando eventuali problemi di sicurezza, penso che chiarisca quale livello di civiltà un Paese intenda rappresentare. Spero che da questo punto di vista questa vicenda sia utile, insegni qualcosa e possa evitare che in futuro accada anche ad altri di dover morire senza poter stare accanto alle persone più vicine, a meno che questo non sia un modo per rappresentare una inutile crudeltà, voluta da un Governo Meloni, Nordio, Del Mastro, che voglia rappresentare altro dalla civiltà giuridica italiana ed europea".
"Con grande stupore e rammarico, denunciamo la totale assenza di sensibilità da parte del governo, che non ha escluso le polizze catastrofali dall’aliquota d’imposta del 21,25 per cento sui premi assicurativi. Una scelta miope, che colpisce proprio chi cerca di proteggere sé stesso, la propria attività e il territorio dai sempre più frequenti eventi climatici estremi": è quanto dichiarano i deputati Pd in Marco Simiani, Vinicio Peluffo, Virginio Merola e Ubaldo Pagano.
"Siamo davanti a un paradosso: si chiede alle imprese responsabilità e prevenzione, ma poi si punisce chi ogni giorno cerca di produrre ricchezza. Le polizze contro i rischi catastrofali non sono un lusso, sono una dolorosa necessità. Eppure, oggi vengono trattate come beni di consumo ordinario.
Non possiamo accettarlo. È necessario intervenire subito per correggere questa distorsione. Proporremo una modifica al decreto-legge affinché venga introdotta una riduzione del costo del premio assicurativo per le imprese che investono nella propria sicurezza e in quella del paese", concludono i deputati del Pd
“Piena solidarietà alle amiche e agli amici del circolo PD di Soleto che questa mattina hanno rinvenuto un messaggio offensivo e minaccioso rivolto alla comunità democratica. Un gesto da condannare senza appello, che tuttavia suggerisce quanto sia avvelenato il clima politico, anche quello locale. Purtroppo il lavoro da fare per costruire una cultura di rispetto e tolleranza è ancora tanto. Ed è reso più difficile da chi si ostina a soffiare sul fuoco dell’intolleranza rispetto al pensiero altrui. Non ci rassegnano a questo clima e continuiamo a svolgere con pazienza e determinazione il nostro lavoro, nell’interesse delle comunità. Senza paura, convinti di essere dalla parte giusta della storia.
Così Claudio Stefanazzi, deputato leccese del Partito Democratico.
"Di fronte al devastante terremoto che ha colpito il Myanmar, è necessario un impegno costante e continuo della comunità internazionale, che non si esaurisca negli aiuti delle prime ore. Decine di migliaia di persone sono senza casa, interi villaggi rasi al suolo, scuole, ospedali e infrastrutture pubbliche del tutto inagibili. Da subito va avviata un immensa opera di ricostruzione che non puo' essere caricata sulle sole spalle del Myanmar". Lo ha dichiarato Piero Fassino incontrando questa mattina a Roma la signora Zin Mar Aung, Ministro degli Esteri del Governo di unità nazionale del Myanmar, espressione delle forze democratiche di opposizione alla dittatura militare che dal 2021 opprime il Paese. Il Ministro era accompagnata dalla Presidente dell'Istituto Cervi, Albertina Soliani, da anni impegnata generosamente nella solidarietà con il Mianmar "L'impegno internazionale - ha aggiunto Fassino - deve anche dedicarsi ad allentare la drammatica guerra interna che strozza il Paese, operando per una tregua delle operazioni militari, per un amnistia che liberi Aung San Su Ky e tutti i prigionieri politici, per aprire spazi utili ad una transizione che restituisca il Myanmar alla democrazia". "Anche il governo italiano - ha concluso Fassino - agisca e solleciti l'Unione europea ad attivarsi e in questa direzione il PD presenterà atti parlamentari che manifestino in modo esplicito e concreto la determinazione a non lasciare solo il Myanmar"
"Dopo un anno e mezzo il vice ministro Rixi e il Ministro Salvini sono riusciti a partorire un nome per la presidenza dell'Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale, che per tanti mesi non è stata messa nelle condizioni di una piena e totale operatività di fronte a dossier aperti di grande importanza. Adesso venga ridata centralità al ruolo dell'Autorità e sia l'occasione per uscire dai commissariamenti che riguardano le principali opere in corso a Genova a partire dalla diga. Dove peraltro il commissariamento in atto ha dimostrato la sua mancanza di efficacia sotto molti aspetti: lo dimostrano i ritardi, le opacità procedurali e gli extra costi che l'opera sta subendo.
E ci auguriamo che almeno il nuovo presidente quando sarà in carica potrà entrare in possesso della relazione degli ispettori del Ministero sulle connessioni portuali, soprattutto per accertare le osservazioni rilevanti emerse a mezzo stampa rispetto alla necessità di modificare atti concessori. Non sono bastati un'interrogazione, atti di richiesta e un accesso agli atti per ottenere la visione della relazione che evidentemente è pubblica solo per Rixi.
Sia l'occasione per una piena trasparenza delle procedure, anche questa necessaria per far ripartire i porti di Genova e Savona nella loro piena operatività al più presto senza ulteriori ritardi.
Così i deputati PD Valentina Ghio e Alberto Pandolfo.
“Dopo l’ennesimo incidente mortale sulla tangenziale di Bologna, che il 10 aprile ha causato la morte di un operaio e il ferimento di altri due uomini, diventa non più rinviabile un intervento strutturale per la messa in sicurezza di una delle arterie più trafficate del Paese. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione a risposta immediata al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.” Lo dichiarano Marco Simiani e Virginio Merola, capigruppo del Partito Democratico rispettivamente in Commissione Ambiente e Finanze della Camera che oggi si sono recati sul posto dell’incidente.
"Il progetto del Passante di Bologna – spiegano – rappresenta un'infrastruttura strategica per l’intero sistema viario nazionale, incrocio chiave tra i flussi Nord-Sud ed Est-Ovest della penisola. Eppure, nonostante gli annunci, i cantieri sono ancora fermi. Parliamo di un'opera attesa da oltre trent'anni, presentata da Autostrade per l’Italia come modello all’avanguardia già nel 2022, con un investimento di 3 miliardi di euro che continua a rimanere bloccato."
“Il ritardo nell’approvazione del piano economico-finanziario di Aspi da parte del Governo – sottolineano Simiani e Merola – rischia di compromettere definitivamente l’opera, con un costo stimato di 350 milioni di euro l’anno in termini di competitività persa per il tessuto produttivo, in particolare per le imprese della logistica e della manifattura.”
Con l’interrogazione, i due deputati Pd chiedono a Salvini quali urgenti iniziative intenda adottare per sbloccare il progetto e garantire la realizzazione del Passante di Bologna, anche attraverso lo stanziamento delle necessarie risorse finanziarie.
Il Ministro intervenga sul Concessionario e chieda la garanzia di protocolli di sicurezza su tutta la rete autostradale nazionale, partire da quelli antincendio. Presentata interrogazione”
“Lo stato delle infrastrutture liguri è allo sbando. Quanto accaduto ieri nel Tigullio è inaccettabile e bisogna assolutamente intervenire perché non si ripeta più. È inammissibile che per un incidente, che ha provocato un incendio in una galleria, la Liguria sia rimasta bloccata e isolata per un’intera giornata e una notte Le persone sono rimaste in macchina per ore e ore senza nessuna informazione chiara. È mancato qualsiasi coordinamento. Il Ministro Salvini convochi il Concessionario e chieda quali sono i protocolli di servizio e informazione per i cittadini e perché non vengono applicati.
Servono misure in grado di garantire soluzioni di emergenza e di coordinamento con gli enti locali interessati, che consentano di non bloccare persone e territori per ore ed ore, quello che ieri non è stato fatto visto che la galleria è stata riaperta solo alle 4 del mattino del giorno dopo. Ho presentato un’interrogazione alla Camera, la seconda sulle misure di sicurezza antincendio nelle gallerie, che spero questa volta abbia una risposta, perché il governo deve assolutamente agire e non continuare a sottovalutare il problema.
La Liguria vive già in uno stato di isolamento costante, a causa dei cantieri che costellano sia la rete autostradale che quella ferroviaria e proprio per questo bisogna intervenire in modo tempestivo, perché incidenti come quello di ieri, che potrebbero ripetersi, non devono più portare a queste conseguenze.
Il Ministero verifichi, attraverso l'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali e il corpo nazionale dei vigili del fuoco, quali siano i tempi di risposta (TR) che devono essere assicurati dalla società concessionaria per il primo intervento e se siano state avviate le relazioni annuali sullo stato di sicurezza delle gallerie autostradali da parte della società concessionarie autostradali, secondo le linee guida dettate dal Consiglio superiore dei lavori pubblici. Ci auguriamo che questa volta il Ministro risponda e la Regione, ieri non pervenuta, si faccia parte attiva, perché anche ai cittadini liguri vengano garantiti sicurezza e diritto alla mobilità”, così la vicepresidente PD alla Camera e componente Commissione trasporti Valentina Ghio che ha presentato un’interrogazione, insieme ai colleghi Alberto Pandolfo, Luca Pastorino e Marco Simiani, al Ministro delle infrastrutture sulle misure di sicurezza nelle gallerie della rete autostradale.
“Sono passati alcuni anni ma l’eco delle proteste di Giorgia Meloni alla pompa di benzina risuona ancora nelle nostre orecchie. Come, indelebile nella nostra memoria, resta la promessa di cancellare le accise sui carburanti del vicepremier Matteo Salvini. Oggi nei distributori italiani i prezzi sono ai minimi e qualcuno potrebbe pensare si tratti di una buona notizia. Chi, invece, segue l’andamento dei prezzi del petrolio nell’ultimo anno, sa benissimo che si tratta di una grandiosa presa in giro.”
Così Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico e Capogruppo in Commissione Bilancio a Montecitorio.
“Da aprile 2024 ad oggi - aggiunge - il Brent è passato da 90 a 63 dollari al barile, il Wti da 85 a 60. Ma mentre sui mercati si osserva una riduzione di quasi il 30%, alla pompa il prezzo è sceso in modo quasi impercettibile, di appena il 3-4% e invece di costare 1,35-1,40 euro al litro, costa agli italiani 40 centesimi in più in media. Si tratta di un’anomalia tutta italiana rispetto alla quale il Governo Meloni non ha mosso un dito. Anzi, tenendo la testa sotto la sabbia, lo Stato incassa miliardi e miliardi di euro proprio grazie a quelle accise che non sono mai state né modificate, né tantomeno cancellate. Niente di nuovo, insomma - conclude il dem - soltanto l’ennesima promessa da campagna elettorale della destra che è finita nel dimenticatoio. Peccato, però, che sono gli italiani a pagare il conto”.
"Con grande stupore e rammarico, denunciamo la totale assenza di sensibilità da parte del governo, che non ha escluso le polizze catastrofali dall’aliquota d’imposta del 21,25 per cento sui premi assicurativi. Una scelta miope, che colpisce proprio chi cerca di proteggere sé stesso, la propria attività e il territorio dai sempre più frequenti eventi climatici estremi". Lo dichiarano i deputati Pd Marco Simiani, Vinicio Peluffo, Virginio Merola e Ubaldo Pagano.
"Siamo davanti a un paradosso: si chiede alle imprese responsabilità e prevenzione, ma poi si punisce chi ogni giorno cerca di produrre ricchezza. Le polizze contro i rischi catastrofali non sono un lusso, sono una dolorosa necessità. Eppure, oggi vengono trattate come beni di consumo ordinario.
Non possiamo accettarlo. È necessario intervenire subito per correggere questa distorsione. Proporremo una modifica al decreto-legge affinché venga introdotta una riduzione del costo del premio assicurativo per le imprese che investono nella propria sicurezza e in quella del paese", concludono i dem.
“La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha scelto di disertare il Salone del Mobile, uno dei più importanti eventi internazionali dedicati al design e simbolo globale del Made in Italy. Una decisione che non può passare inosservata: anziché confrontarsi con un mondo produttivo che merita ascolto e rispetto, preferisce voltare le spalle, temendo – forse – le critiche e il dissenso.
Meloni conferma così una linea ormai evidente: rifugge il confronto interno e si piega all'esterno. A poche ore da un nuovo inchino a Donald Trump, prosegue in un’azione solitaria, scollegata dalle esigenze reali del Paese e, soprattutto, dalla necessità urgente di una strategia comune a livello europeo.
Davanti alla guerra commerciale serve l’unione dei Paesi, serve una visione comune per difendere l’interesse delle nostre imprese e del nostro lavoro. Continuare a correre da soli significa consegnarsi all’irrilevanza. Il Made in Italy non si difende scappando” così una nota del capogruppo democratico in commissione attività produttive, Vinicio Peluffo.
“La decisione unilaterale della Rai di trasferire i programmisti multimediali al Polo Regia è l’ennesima forzatura di un’azienda sempre più appiattita sulle logiche del Governo. Nonostante l’interrogazione del Pd in commissione Vigilanza Rai di novembre scorso, nessuna risposta è arrivata. Una scelta che viola il contratto collettivo, ignora il confronto sindacale e colpisce al cuore la filiera creativa del servizio pubblico. Si vuole trasformare la Rai in un contenitore svuotato di pensiero critico, dove si comprano contenuti e si svendono competenze. È in atto un disegno chiaro: indebolire la cultura, controllare l’informazione, marginalizzare chi produce qualità e pluralismo. Lo smantellamento della Rai come presidio democratico è parte della deriva autoritaria di questo Governo, che ignora persino il Media Freedom Act dell’Unione Europea. Altro che media company del futuro: qui si torna al passato. Il PD darà battaglia in Parlamento e nel Paese”.
Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, dopo un incontro con gli esponenti del circolo Pd Rai.
Con 24 mesi di calo della produzione industriale, Meloni decide di disertare il Salone del mobile, una vetrina fondamentale per il settore.
Non va perché non avrebbe nulla da dire agli imprenditori italiani. Non ha idea di come fronteggiare gli sciagurati dazi e si affida agli umori di Trump. Non sa come spiegare la marcia indietro sugli aiuti alle imprese annunciati in pompa magna solo qualche giorno fa. La strategia è sempre la stessa: quella che la porta a disertare tutte le conferenze stampa dopo il CDM, scappare, sottrarsi a ogni confronto che non sia nelle protette stanze di Palazzo Chigi. Quando invece dovrebbe spiegare al Paese cosa intende fare di fronte alle preoccupanti previsioni del Def con il Pil in caduta libera fino allo 0,3% per colpa dell’amico Trump. Comunque da lui andrà per baciare la pantofola, dagli imprenditori italiani invece no.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei deputati.