“È importante la parola, dopo di ché è la sostanza a fare la differenza e da questo punto di vista sono colpita da quello che è successo oggi in Aula”. Lo ha dichiarato Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, intervenendo a Metropolis, il talk di Repubblica TV, sul testo approvato oggi in parlamento su ReArm .
“Significa che la Maggioranza che ci governa è oggettivamente spaccata. Parliamo di nulla, in queste mozioni c’era molto poco. Ma anche sul nulla c’è una spaccatura a dimostrazione del fatto che non c’è una sola ma ben tre posizioni su un tema molto importante e questo è un problema. - prosegue la deputata dem - Non vengono tracciate delle strade e le forze di Governo sono più preoccupate di come si comunica che della sostanza. Noi invece abbiamo mantenuto una linea molto chiara al netto delle divisioni che non si possono nascondere. È preoccupante questa destra così spaccata”.
“Spero nella pace, ma nella pace giusta e non quella disegnata da Trump. Spero anche che non ci sia una resa incondizionata ma un’attenzione vera da parte dell’Europa. Servirebbero dei negoziatori perché lo schema di oggi è un tentennare. Fratelli d’Italia è imbarazzante anche in Ue: sul punto del sostegno all’Ucraina si sono astenuti, un elemento molto grave per lisciare il pelo a Trump. È imbarazzante” conclude Gribaudo.
"Importante l' esito positivo della tavolo di crisi per la Berco. Fondamentale la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori. Come l' impegno di tutte le istituzioni. Avevamo recentemente assunto in merito una iniziativa parlamentare e continueremo a seguire con il massimo di attenzione i prossimi passaggi. Per salvare i posti di lavoro e un presidio produttivo di grande valore per il Paese". Così Andrea De Maria e Nadia Romeo, deputati PD
In commissione Affari Sociali, stiamo discutendo le proposte per l'assistenza sanitaria per gli italiani all'estero che in virtu' di un contributo permette l'iscrizione al servizio sanitario nazionale. Il percorso e' iniziato con l'approvazione del mio ordine del giorno all'unanimita' alla Camera dei Deputati a Dicembre 2023, che chiedeva di riconoscere il principio fondamentale del diritto all'accesso al servizio sanitario nazionale da parte degli italiani iscritti all'AIRE a fronte di un contributo - ha dichiarato Christian Di Sanzo, Deputato del PD eletto in Nord e Centro America. Adesso e' importante, per quanto possibile, procedere in modo collaborativo, per cercare di apportare emendamenti al testo base che vadano nella direzione di prevedere particolari esenzioni per i pensionati che pagano le tasse in Italia e per gli studenti privi di reddito. L'approvazione di una legge che permetta di iscriversi al servizio sanitario nazionale, anche per gli italiani all'estero, e' una battaglia fondamentale di diritto, sulla quale non esiteremo ad andare avanti.
I gruppi parlamentari del Partito Democratico di Camera e Senato hanno incontrato oggi, presso la sala Berlinguer di Montecitorio, il presidente Cesare Parodi e una delegazione della giunta dell’ANM. Nel corso dell’incontro, i deputati e i senatori delle Commissioni Giustizia e della Commissione Antimafia hanno espresso forti preoccupazioni per le scelte politiche del Governo che, passo dopo passo, stanno minando l’indipendenza e l’autonomia della magistratura.
All’incontro erano presenti la capogruppo democratica alla Camera, Chiara Braga, la vicepresidente del Senato, Anna Rossomando, la responsabile nazionale Giustizia del PD, Debora Serracchiani, i capigruppo e i componenti delle Commissioni Giustizia di Montecitorio e Palazzo Madama, Federico Gianassi, Alfredo Bazoli, Michela Di Biase, Marco Lacarra, il capogruppo in Commissione Affari Costituzionali del Senato, Andrea Giorgis, e il capogruppo in Commissione Antimafia, Walter Verini.
Durante la riunione, i parlamentari democratici hanno ascoltato con attenzione le posizioni espresse dai rappresentanti della magistratura, ribadendo le proprie forti preoccupazioni per l’azione del Governo che, provvedimento dopo provvedimento, sta indebolendo la giurisdizione e intaccando l’autonomia della magistratura. Si tratta di un attacco sistematico agli organi di controllo e di garanzia, di fronte al quale il Partito Democratico ha riaffermato il proprio impegno a contrastare con determinazione, in tutte le sedi parlamentari, le scelte dell’esecutivo.
Nel corso del confronto sono stati affrontati anche i principali problemi del sistema giudiziario, con particolare riferimento alla carenza di organico e di personale amministrativo, all’emergenza delle carceri italiane, ai tempi eccessivi dei processi e ai disservizi, come ad esempio il malfunzionamento dell’app per il processo penale telematico. Tutti temi che le riforme del Governo non solo non affrontano, ma rischiano di aggravare ulteriormente.
“Le dichiarazioni scomposte del governatore della Liguria Marco Bucci avvalorano pienamente i risultati dell’inchiesta del Sole 24 Ore che colloca la provincia di Genova tra le ultime in Italia per percezione di sicurezza: tirando in ballo altre realtà metropolitane di cui non sa niente, e che secondo lui ‘starebbero peggio’ come Firenze o Bologna, il Presidente della Regione conferma di fatto il totale fallimento delle sue politiche di contrasto alla criminalità, come sindaco del capoluogo, e le stesse iniziative assunte in questi anni dal governo Meloni; dal momento che proprio a Genova sono in aumento quasi tutti i reati. E’ veramente sconcertante come questa destra, anche dopo aver governato per anni, continui a dare la colpa agli altri dei propri clamorosi ed evidenti insuccessi”: è quanto dichiara il deputato Pd Emiliano Fossi.
“Le dichiarazioni di oggi del dott. Giuseppe Siani, capo del Dipartimento di Vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia, confermano ciò che da tempo il Partito Democratico denuncia con preoccupazione: le tensioni commerciali internazionali e l’inasprimento dei dazi da parte degli Stati Uniti rappresentano una minaccia concreta per la nostra economia reale e per la tenuta del credito bancario, non solo nei confronti delle imprese più esposte all’export. Chi, nelle scorse settimane, ha bollato come ‘catastrofisti’ coloro che segnalavano l’impatto negativo sul sistema economico italiano, o chi ha sostenuto che ‘i dazi non si sentiranno sui consumatori italiani’, dovrebbe riflettere davanti all’autorevolezza dell’analisi offerta oggi da Bankitalia. Non si tratta di allarmismo, ma di consapevolezza. E chi ricopre ruoli istituzionali ha il dovere di ascoltare e agire, non minimizzare come ha fatto nei giorni scorsi, se non addirittura applaudire Trump in preda ad un incomprensibile innamoramento. Il nostro sistema bancario, come evidenziato da Siani, ha finora retto grazie a un’impostazione tradizionale e prudente. Ma le incertezze geopolitiche, l’aumento dell’avversione al rischio e la volatilità dei mercati finanziari possono compromettere rapidamente la qualità del credito e, con essa, la fiducia di imprese e famiglie. Serve un monitoraggio costante, come segnalato dalla Banca d’Italia, ma serve soprattutto una risposta politica forte e coesa: a sostegno degli investimenti, della competitività delle nostre imprese, dei mutui delle famiglie e della stabilità sociale. Il Partito Democratico continuerà a incalzare il Governo perché si assuma le sue responsabilità in questa fase delicata, abbandonando ogni forma di propaganda e affrontando con serietà i nodi dell’economia reale.” Lo dichiara Silvio Lai, deputato PD della Commissione Bilancio della Camera.
"Dopo le parole del collega Billi e dopo le parole del sottosegretario Perego, in un'altra epoca si sarebbe andati al Quirinale a fare una verifica di governo. Perché c'è un problema serio nella maggioranza, molto serio. Noi voteremo contro la mozione della maggioranza. Nella mozione della maggioranza le parole 'ReArm Ue' non ci sono. Questa maggioranza e questo governo non hanno idea di cosa andare a dire in Europa. Per noi del Pd il piano va radicalmente cambiato, per un motivo economico, uno di difesa e uno di politica estera. La maggioranza invece è divisa in tre posizioni: una sulla linea Trump-Putin, attaccare e distruggere l'Europa e la Lega lo dice con chiarezza; Fi è un po' più verso l'Europa ma molto timidamente; e poi c'è Fdi che si è inventata la terza posizione, 'siamo con l'Italia', come se qualcuno fosse contro l'Italia. Il Governo non ha chiaro se andare verso la difesa europea o verso il riarmo degli Stati. Noi siamo verso la difesa europea con chiarezza sapendo che ci vuole più Europa e che bisogna realizzare le condizioni per una difesa comune europea e per la pace”. Lo ha detto Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio, nel suo intervento in dichiarazione di voto sulle mozioni sul ReArm Ue.
“E’ inconcepibile che il decreto P.A. stia diventando lo strumento per aumentare gli staff dei ministeri, introdurre qualche norma ad personam, dividere intere categorie di lavoratori pubblici. Ormai quel decreto è diventato la buca delle lettere delle rivendicazioni dei singoli ministri. Volevano rafforzare la Pubblica Amministrazione: in realtà la stanno distruggendo continuando ad alimentare precariato e dislivelli salariali. Ogni giorno arrivano nuovi emendamenti sempre più disomogenei per soddisfare qualche micro privilegio. Tutto sulla testa del Parlamento. Chiediamo al ministro Zangrillo di venire in commissione e spiegare cosa sta accadendo. E’ ancora lui il ministro delegato oppure hanno centralizzato tutto a Palazzo Chigi?”.
Così Simona Bonafè, capogruppo Pd in commissione Affari Costituzionali della Camera, e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
Il PD pone una questione di razionalità nell'organizzazione dei lavori in Aula che hanno, poi, una rilevante ricaduta politica. Quando i gruppi chiedono di calendarizzare delle mozioni che hanno un oggetto specifico, il criterio di abbinabilità che viene fatto su una valutazione della Presidenza, deve garantire la discussione di questi temi e che non si creino spazi di scappatoia per aggirare il dibattito. Ne approfitta infatti una maggioranza incapace di assumere una posizione unitaria su questioni fondamentali. Penso al PNRR, alla competitività europea e oggi nella discussione sul piano di riarmo europeo, che ha registrato una spaccatura dentro le forze di governo, che hanno presentato una mozione che di fatto non tratta l'argomento.
Così si compromette la qualità del dibattito democratico e il dovere dell'assunzione di responsabilità che ogni forza politica si assume su temi che hanno particolare rilevanza per le scelte che il nostro Paese è chiamato a fare.
Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei deputati intervenendo in Aula sull’ordine del giorno dei lavori.
“Sulla questione dei dazi statunitensi ci troviamo ancora una volta di fronte all’improvvisazione e all’isolamento internazionale del governo Meloni. Siamo stati per giorni a pietire un appuntamento con il presidente americano. Dopo averlo ottenuto, Giorgia Meloni si è fatta offendere dallo stesso Trump, peraltro con parole che offendono la dignità del popolo italiano”. Così il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio, commenta l’annuncio di Trump per una pausa di 90 giorni e una tariffa reciproca ridotta, durante i negoziati, al 10 per cento.
«Ancora una volta – prosegue Pagano – il governo sceglie l’isolamento, preferendo una trattativa ‘one to one’ con Washington invece di rafforzare un’azione europea comune, l’unica che può avere massa critica e autorevolezza. Serve una grande missione europea, con un piano organico condiviso tra tutti i partner dell’Unione. Meloni venga in Parlamento per costruire insieme una strategia utile per i Paese. Basta propaganda. Le imprese italiane stanno già pagando le conseguenze di una guerra commerciale folle, e il governo non ha previsto nulla di concreto per sostenerle. I fondi annunciati finora sono finti, soldi di cartone. Servono risorse vere, come fatto in Spagna, dove oltre metà del piano anti-crisi è stato finanziato con soldi freschi”.
“Non si può – conclude Pagano - lasciare solo il nostro tessuto produttivo. Serve un intervento straordinario, come quello messo in campo durante la pandemia: qualsiasi cosa serva per proteggere imprese, lavoratori e lavoratrici. Anche utilizzando i fondi del Pnrr non ancora impiegati. Ma quelli non bastano: servono nuovi stanziamenti per affrontare un’emergenza che rischia di travolgerci”.
Riforma inaccettabile, colpisce la tutela dei cittadini.
“Quella portata avanti dal governo Meloni non è una riforma della Corte dei Conti, ma un attacco diretto alla sua funzione di controllo. È coerente con il disegno di indebolimento degli organi indipendenti di garanzia che questo esecutivo porta avanti sin dall’inizio della legislatura. Prima la magistratura, poi la magistratura onoraria con la separazione delle carriere, e oggi la magistratura contabile”. Così il deputato Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, commenta l’approvazione del testo sulla riorganizzazione della Corte dei Conti, passato al Senato.
“La Corte dei Conti – sottolinea l’esponente dem - ha il compito di indagare sugli illeciti commessi dai funzionari pubblici che arrecano danni economici ai cittadini. Se l’intento fosse stato realmente quello di migliorarne l’efficienza, avremmo contribuito con spirito costruttivo. Ma l’obiettivo è un altro: svuotare l’organo di controllo, ridurre le sanzioni, accentrare i poteri e indebolire i meccanismi di tutela per i cittadini”.
“Questa riforma – conclude Gianassi - incide pesantemente sull’autonomia e l’indipendenza della Corte. Con l’introduzione di vincoli gerarchici sulle indagini, si contraddicono principi fondamentali della nostra Costituzione. Prevedere che si risponda solo per il 30 per cento del danno arrecato alla pubblica amministrazione significa che il restante 70 per cento sarà a carico dei cittadini. È inaccettabile. Il Partito Democratico si oppone con forza a questo disegno. I cittadini hanno diritto a istituzioni che vigilano e garantiscono l’uso corretto delle risorse pubbliche”.
In commissione Affari Sociali stiamo discutendo le proposte per l'assistenza sanitaria per gli italiani all'estero che in virtu' di un contributo permette l'iscrizione al Servizio sanitario nazionale. Il percorso è iniziato con l'approvazione del mio ordine del giorno, votato all'unanimità nel dicembre scorso, che chiedeva di riconoscere il principio fondamentale del diritto all'accesso al Servizio sanitario nazionale da parte degli italiani iscritti all'AIRE, a fronte di un contributo. Lo ho detto Christian Di Sanzo, Deputato del PD eletto in Nord e Centro America, per il quale “Adesso è importante procedere in modo collaborativo, per cercare di apportare emendamenti al testo base che vadano nella direzione di prevedere particolari esenzioni per i pensionati che pagano le tasse in Italia e per gli studenti privi di reddito”. L'approvazione di una legge - ha concluso Di Sanzo- che permetta di iscriversi al Servizio sanitario nazionale, anche per gli italiani all'estero, è una battaglia fondamentale di diritto, sulla quale non esiteremo ad andare avanti.
"Voteremo a favore del provvedimento di oggi relativo alle associazioni sindacali dei militari. Una proroga necessaria a proseguire il percorso per garantire i diritti sindacali agli uomini ed alle donne in divisa. Una proroga dovuta a ritardi che non avrebbero dovuto esserci. Il nostro voto favorevole rappresenta uno stimolo al governo ad accelerare, con la giusta attenzione rispetto ai rilievi che le associazioni sindacali ci hanno fatto pervenire. Tutti noi ribadiamo in tante occasioni la gratitudine per le donne e gli uomini in divisa. Dare loro certezze su come esercitare le loro libertà sindacali è un modo per rendere concreta quella gratitudine". Così Andrea De Maria, deputato PD intervenendo oggi in Aula alla Camera.
«Il Governo annuncia due miliardi di euro di investimenti di Eni a Brindisi e Priolo sulla chimica verde, le stesse fatte per Porto Torres 13 anni fa: sono solo le solite promesse condite con il niente. La risposta data in aula dal Governo smaschera una strategia di disimpegno mascherata da rilancio. Sotto la retorica della “transizione verde”, si cela l’abbandono di una filiera fondamentale per lo sviluppo industriale sostenibile del Paese con il Governo che copre l’ENI che prosegue con l’inganno dei territori». Lo ha dichiarato in aula il deputato del Partito Democratico Silvio Lai, componente della Commissione Bilancio, nel corso di un intervento sulla assenza di una reale strategia per la chimica verde.
«A 13 anni dall’accordo del 2011 sulla chimica verde a Porto Torres – ha ricordato Lai – il cracking è stato dismesso in cambio di un progetto sulla chimica verde che è bloccato da anni. Nel frattempo le stesse promesse vengono fatte a Brindisi e Priolo condite con 2 miliardi di “promessi” investimenti da parte di ENI come nel 2011 fu fatto in Sardegna.
La risposta data dal governo alle interrogazioni del PD smaschera l’ennesima operazione di greenwashing, utile solo a ENI per ripulire la propria immagine, ma che non risponde né agli impegni presi nè a ciò che prevede la legge sulla cabina di regia. Il ministro in aula ha annunciato un incontro per la chimica verde per il 29 aprile se non c’è un nuovo cronoprogramma sugli investimenti e un impegno occupazionale vincolante sarà una finzione».
«Se ENI non vuole portare avanti la chimica e concentrarsi, come appare evidente solo sulla produzione di energia, lasci il settore ad altri soggetti che il Governo può trovare e non finga di farlo solo per chiudere impianti e mandare lavoratori a casa. La chimica verde è un pezzo del futuro del Paese, merita di più di questo tradimento politico e industriale», ha concluso Lai.
Giovedì 10 aprile alle ore 14.30, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, si terrà una conferenza stampa per la presentazione di tre proposte di legge che affrontano in modo complementare le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla trasformazione digitale, con particolare attenzione alla tutela dei diritti. Saranno presenti le deputate Anna Ascani, Chiara Braga, Marianna Madia e il deputato Piero De Luca, firmatari delle proposte. Nel corso dell’incontro verranno illustrate: la PDL n. 2212 Ascani e Braga, che introduce una disciplina sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito elettorale, per garantire trasparenza, correttezza e tutela del processo democratico; la PDL n. 1863 Madia, incentrata sulla tutela dei minori nell’uso degli strumenti digitali, con misure volte a garantire un ambiente online più sicuro per bambini e adolescenti; la PDL n. 2266 De Luca, relativa alla rimozione di contenuti illegali dalla rete Internet, con l’obiettivo di rafforzare la protezione degli utenti e combattere la diffusione di materiale illecito online. Le tre proposte si inseriscono in un quadro di iniziativa parlamentare che intende affrontare con responsabilità e visione le implicazioni sociali, democratiche e legali della rivoluzione digitale.
Info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it