"Congratulazioni a Eugenio Giani rieletto presidente della Regione con un ottimo risultato. Con buona pace della campagna elettorale aggressiva, sessista, razzista e volgare portata avanti dall'ex generale Vannacci: un flop su tutta la linea che porta la Lega al risultato peggiore possibile.
Il risultato di Giani è stato possibile anche grazie a una coalizione ampia e coesa, fondata su un programma condiviso guidata da un Pd forte: è questo il modello che bisogna far crescere anche sul piano nazionale perché solo così si può garantire una valida alternativa alle destre per la guida del Paese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“In Toscana la coalizione progressista guidata da Eugenio Giani ha vinto e vinto bene.
Con un Partito Democratico oltre il 35 per cento, perno imprescindibile dell’alternativa. La destra arranca, anche a causa dei toni gravissimi usati contro l’opposizione da parte di Giorgia Meloni nel comizio finale a Firenze. Ancora una volta ha perso l’occasione di comportarsi come una statista e non come una capo ultras. Da questa regione, dove la tradizione di buongoverno è radicata da decenni, arriva la conferma che non si può fare a meno di un campo di forze plurale, largo e inclusivo. E ha fatto bene la segretaria Elly Schlein a tenere sempre la barra dritta sulla costruzione dell’alleanza. C’è bisogno di tutti per rilanciare la battaglia per un’Italia più giusta e democratica”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Le dichiarazioni del ministro Giuli sulla “continuità” garantita con la nomina di Brugnoni fanno sinceramente sorridere. Ma una volta per tutte ci spieghino: per la destra il cinema italiano e la sua gestione sono stati finora un’enclave sovietica da spazzare via oppure un luogo di gestione da conquistare, o forse solo da ammaestrare al nuovo ciclo politico? La verità è che si continua a parlare di discontinuità solo quando serve a occupare nuovi spazi, e di continuità quando invece conviene preservare equilibri e relazioni. Ribadiamo che il cinema italiano, invece, avrebbe bisogno di visione, libertà e professionalità, non di appartenenze o fedeltà di corrente. Ci auguriamo che il nuovo direttore generale cinema e audiovisivo del Mic, a cui vanno i nostri auguri per il suo incarico, sappia operare in modo trasparente e corretto, resistendo ai rancori e alle pressioni che il gabinetto del ministro vorrebbe trasferire alla macchina amministrativa del ministero” così il deputato democratico, componente della commissione Cultura della Camera, Matteo Orfini.
Oggi è un bel giorno! Eugenio Giani e il centrosinistra hanno vinto nettamente le elezioni regionali toscane. Lo scrivo con grande emozione, perché dietro questa vittoria ci sono settimane di strada, chilometri, incontri, piazze, persone, storie che restano addosso. E perché in un Paese dove la destra prova a dividere e a seminare paura, questa terra ha risposto come sa fare lei: con la testa alta e il cuore grande. Ha vinto questa Toscana. Quella che non si piega alla paura, che non si lascia incantare dalla rabbia, che ancora crede nella politica come servizio, come comunità, come speranza, che non cerca capri espiatori, nemici immaginari o colpevoli. So già cosa si dirà: “Eh, ma è facile vincere in Toscana”. Ma non si vince per caso e nemmeno per abitudine. Si vince perché c’è un’idea di mondo che funziona e la mettiamo in pratica: sanità pubblica, diritto allo studio, lavoro dignitoso, welfare e solidarietà. Da qui si riparte. Con coraggio, con passione, con la certezza che un’alternativa a Giorgia Meloni non solo serve ma, se mette in pratica quello che dice, può vincere davvero” così il deputato democratico Marco Furfaro
Le immagini della liberazione dei primi sette ostaggi israeliani, insieme a quelle provenienti da Ramallah della liberazione dei detenuti palestinesi, rappresentano un segnale di grande speranza. Offrono uno spiraglio concreto sul possibile percorso di pace e sottolineano l’importanza della prospettiva dei due stati con il riconoscimento di una entità statuale palestinese accanto a Israele, che costituisce una reale opportunità per una pace duratura e per una ricostruzione condivisa. La comunità internazionale, con l’Unione Europea e l’Italia in prima linea, deve sostenere ogni iniziativa volta a rendere questo obiettivo una realtà stabile per le generazioni future.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Le dichiarazioni di Incoronata Boccia, direttrice dell’ufficio stampa Rai, durante la tavola rotonda ‘La storia stravolta e il futuro da costruire’, sono inaccettabili e pericolose. Mettere in dubbio la responsabilità del governo israeliano per lo sterminio a Gaza e definire ‘il suicidio del giornalismo’ il lavoro dei reporter di tutto il mondo equivale a negazionismo e banalizzazione della violenza. La Rai, come servizio pubblico, ha il dovere inderogabile di garantire un’informazione accurata, equilibrata e rispettosa dei cittadini. Per questo è necessario un chiarimento immediato e una presa di distanza netta”, così commentano i componenti democratici della commissione di vigilanza Rai il video che sta circolando in rete, nel quale vengono riportate le parole della direttrice dell’ufficio stampa Rai durante l’incontro organizzato il 7 ottobre.
La ministra Roccella fa ragionamenti contorti per criticare le iniziative didattiche contro l'antisemitismo, incluse le visite ad Auschwitz organizzate dalle scuole. L'antisemitismo è un male antico, che si combatte con lo strumento educativo. Si devono ribadire i valori costituzionali dell'uguaglianza e dell'antirazzismo. Roccella sorvola su fatto che il Fascismo fece proprio l'antisemitismo e lo mise nella legislazione italiana. L'antifascismo è stato – al contrario – il movimento che riportò nella vita di tutti gli italiani valori come la libertà, la democrazia, l'uguaglianza e il ripudio del razzismo. Con il sacrificio di molti la cui vicenda non va banalizzata per un po’ di visibilità mediatica.
Lo ha scritto su Facebook Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Riempiono di gioia le immagini degli ostaggi, rapiti durante il brutale attentato terroristico del 7 ottobre, finalmente liberati che stanno riabbracciando le loro famiglie dopo 2 anni passati nella mani di Hamas.
Festa anche a Ramallah dove arrivano i prigionieri palestinesi detenuti da anni nelle carceri israeliane, troppo spesso in condizioni disumane, e ora liberati.
Abbiamo già visto immagini simili, negli ultimi 2 anni. L'auspicio è che, questa volta, segnino l'inizio di un percorso nuovo che porti alla pace e non solo a una tregua. Non si torni a bombardare, a deportare, a distruggere.
Da qui deve cominciare un negoziato serio che porti alla nascita dello Stato di Palestina perché finché il popolo palestinese non avrà un suo stato, non ci potrà essere pace e sicurezza né per gli israeliani né per i palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Esprimiamo piena solidarietà alle giornaliste e ai giornalisti dell’agenzia di stampa Dire, in sciopero per rivendicare il diritto a ricevere regolarmente il proprio stipendio. È inaccettabile che professionisti che ogni giorno garantiscono informazione di qualità e serietà vedano i loro compensi rateizzati o addirittura non garantiti per mesi. Le difficoltà amministrative o i tempi della giustizia non possono ricadere sui lavoratori, che con professionalità permettono all’agenzia di svolgere il proprio ruolo e di rispettare gli impegni assunti anche con la Presidenza del Consiglio dei Ministri. I lavoratori chiedono giustamente certezza, rispetto e trasparenza: la certezza di essere pagati per il lavoro svolto e di poter contare su condizioni dignitose e stabili. Chiediamo che nei bandi pubblici per le agenzie di stampa siano previste clausole di tutela: chi non paga i propri dipendenti non può beneficiare di fondi pubblici” così la presidente dei deputati del Pd alla Camera, Chiara Braga a nome del Gruppo parlamentare.
“Quanta altra cronaca dovremo leggere, riguardo al carcere minorile di Treviso, prima che si comprenda che è un sintomo chiarissimo di un problema molto più esteso? Il suicidio di Danilo Riahi, quest’estate, e l’episodio odierno - un incendio provocato da un clima teso tra i giovanissimi detenuti - sono segnali di un sistema al collasso, che il governo purtroppo continua a sottovalutare”. Lo afferma la deputata Rachele Scarpa, responsabile nazionale Giovani del Partito Democratico.
“Il sovraffollamento - prosegue l’esponente dem - di quasi il 50% in più rispetto alla capienza, unito alla carenza di personale e di spazi adeguati per attività educative e di reinserimento, rende il contesto del minorile della nostra città esplosivo e pericoloso, sia per i giovani detenuti che per gli agenti di polizia penitenziaria. È una situazione inaccettabile, che non può essere affrontata solo con dichiarazioni di emergenza ma con interventi strutturali e risorse reali. Serve dal governo un piano straordinario per il sistema penitenziario minorile che metta al centro il recupero educativo e sociale, non solo la detenzione. Vanno investite risorse per personale qualificato, psicologi, educatori e mediatori culturali. È necessario superare il modello esclusivamente punitivo e costruire un sistema che offra ai giovanissimi alternative reali alla detenzione, come le misure di comunità e i programmi di giustizia riparativa previsti dalla riforma Cartabia, oggi completamente abbandonati. La sicurezza negli istituti minorili va garantita, ma la strategia non può limitarsi a trasferire giovani detenuti altrove: senza affrontare i problemi strutturali del sistema carcerario non si andrà da nessuna parte. Rischiamo di ritrovarci tra un mese a commentare un altro grave episodio nell’istituto penale minorile della nostra città”.
“Negli ultimi anni - conclude Scarpa - ho presentato diverse interrogazioni al ministro Nordio su questa vicenda, senza mai ricevere risposta, e ho personalmente effettuato visite al carcere minorile di Treviso per verificare la situazione. È tempo che il governo smetta di voltarsi dall’altra parte: di annunci non se ne può più. Servono fatti, subito”.
Mercoledì 15 ottobre 2025 alle ore 11.30 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione 4) si terrà la conferenza stampa dal titolo “Dati reali, politiche abitative: serve un piano casa pubblico che superi le disuguaglianze sociali”, durante la quale saranno presentate le proposte per superare l’emergenza abitativa in Italia, e dare dignità a chi oggi vive nell’incertezza.
Interverranno Silvia PAOLUZZI (Segretaria Nazionale Unione Inquilini), Carlo CELLAMARE (Professore Università La Sapienza), Agostino SANTILLO (Deputato M5S), Marco FURFARO (Deputato PD), Marco GRIMALDI (Deputato AVS).
L'accesso in sala - con abbigliamento consono e per gli uomini obbligo di giacca - è consentito fino al raggiungimento della capienza massima.
"In un paese normale, mai una ministra si permetterebbe di definire "gite" i viaggi della memoria ad Auschwitz, mai denigrerebbe l'educazione all'antifascismo su cui si basa la nostra Costituzione, mai tenterebbe di riscrivere la storia.
Le espressioni più atroci e violente dell'antisemitismo, in Europa, sono figlie delle ideologie nazifasciste: è un dato di fatto incontrovertibile e che nessuna propaganda di Roccella né di nessun altro potrà cambiare.
Ho partecipato personalmente nel 2016 ad un viaggio della memoria ad Auschwitz con Sami Modiano e le sorelle Andra e Tatiana Bucci. Ho visto direttamente l'enorme impatto che questa visita ha avuto sugli oltre cento ragazzi e ragazze che erano con noi, l'importanza che ha avuto parlarne, capire le origini del male assoluto e fin dove si possa spingere l'essere umano quando arriva a disumanizzare i propri simili. Sminuire quell'esperienza e ridurla a "gita" è vergognoso, soprattutto se a farlo è una ministra.
Ma la cosa più grave è il tentativo, continuo e costante, che esponenti della destra fanno di ribaltare la storia. Perché il loro problema non è l'antisemitismo, che usano strumentalmente: è l'antifascismo. Cioè, le fondamenta della Repubblica e della Costituzione". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Decine di migliaia di persone hanno marciato oggi da Perugia ad Assisi in nome della Pace, gli organizzatori parlano della marcia più partecipata di sempre: è l’Italia bella che ripudia la guerra. Come ogni anno, la marcia richiama a sé pacifiste e pacifisti di tutte le età perché la pace è un obiettivo davanti al quale non bisogna mai arrendersi.
Ma quest'anno il pensiero va soprattutto a Gaza, dove da poche ore hanno smesso di cadere le bombe e centinaia di migliaia di uomini, donne e bambini sono in cammino, riversandosi verso quelle che erano le loro case e, nella stragrande maggioranza dei casi, oggi sono cumuli di macerie, ma anche con quel filo di speranza per una tregua duratura che porti alla pace.
Come donne e uomini di sinistra non possiamo che lavorare ogni giorno per la pace a Gaza come in Ucraina, in Sudan, e in tutti i teatri di guerra attualmente aperti. La pace, per noi, deve essere al centro della nostra attività politica, azione quotidiana, ispirazione continua, obiettivo primario. Senza pace non ci possono essere sviluppo, rispetto dei diritti umani e democrazia”. Lo dichiara Laura Boldrini deputata Pd e presidente del Comitato diritti umani della Camera.
“L’inchiesta aperta sulla Tod’s pone un problema molto semplice: quale responsabilità deve essere mantenuta in capo all’azienda committente rispetto ad una filiera di appalti e subappalti entro cui si possono sviluppare problemi di caporalato e altre forme di illegalità?
Certamente ci sono, e li abbiamo visti ad esempio nel campo della moda, casi eclatanti, portati alla ribalta dai tribunali, di filiere in cui il committente vende sul mercato prodotti di lusso a prezzi elevati, ma paga al suo appaltatore prezzi talmente bassi che si possono sostenere solo con lo sfruttamento dei lavoratori e fenomeni di illegalità come il caporalato. Difficile pensare che il committente non ne sia consapevole.
Al di là delle responsabilità nel caso specifico, su cui si pronuncerà la magistratura, troviamo quindi singolare che chi dirige una grande azienda non capisca che quello che accade lungo la filiera degli appalti riguarda innanzitutto il sistema di controllo della committenza. E dunque la sua responsabilità sociale nell’impresa. Per queste ragioni continuiamo a opporci a qualsiasi colpo di spugna che possa arrivare dal governo. La via non è quella, che sembra invocata dal ministro Urso, di aggirare il lavoro della magistratura deresponsabilizzando l’impresa, ma al contrario quella di rendere effettivi i modelli organizzativi e gestionali perché alla fine della catena non ci siano lavoratori schiavizzati, illegalità e rischi per la sicurezza”. Lo dichiarano in una nota congiunta Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del PD e Arturo Scotto capogruppo PD in commissione Lavoro della Camera.
«Le nuove Province della Sardegna – Sulcis Iglesiente, Gallura, Medio Campidano e Ogliastra – sono pienamente operative, con organi eletti e personale, ma per lo Stato non esistono ancora».
Lo denuncia Silvio Lai (Partito Democratico) dopo aver presentato un’interrogazione ai Ministri dell’Interno, dell’Economia, delle Infrastrutture e degli Affari Regionali.
Secondo il deputato dem, «la Regione ha completato ogni adempimento, inviando tra luglio e agosto tutte le comunicazioni ufficiali ai Ministeri competenti (protocolli RAS 32764, 32765, 7035 e 7037). Nonostante ciò, il Governo non ha ancora attribuito i codici ISTAT, fiscali e automobilistici, né aggiornato i database nazionali».
Il ritardo – aggiunge Lai – «blocca bilanci e trasferimenti, impedisce la riscossione dei tributi provinciali e provoca un danno stimato in oltre 12 milioni di euro annui per le quattro Province».
“È una situazione paradossale – aggiunge Lai – abbiamo Province operative, riconosciute dalla Regione e dai cittadini, ma inesistenti per lo Stato.
Non è accettabile che una Regione autonoma debba chiedere il permesso a Roma per essere considerata viva.
È il simbolo dell’immobilismo di questo Governo verso la Sardegna.”
«La Regione ha fatto il suo dovere, ora è lo Stato ad essere inadempiente. È una violazione del principio di leale collaborazione e un colpo all’autonomia sarda», conclude Lai.