“Quali sono le iniziative urgenti che i ministri competenti intendono portare avanti per salvare la Cerence? L’ho chiesto in un’interrogazione alla Camera questo pomeriggio, dopo il presidio dei sindacati sotto alla Regione Piemonte, e la risposta, per ora, non è soddisfacente”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, che oggi in Commissione ha interrogato il Governo sulla situazione dello stabilimento torinese.
“Si parla di 54 lavoratori e lavoratrici con competenze di eccellenza: il Made in Italy, tanto difeso dal Governo, comporta anche avere la volontà politica di mantenere l’occupazione - ha proseguito la deputata - Invece qui sta avvenendo l’opposto: i dati dello stabilimento mostrano che non c’è alcuna motivazione per chiudere, contraddicendo questa scelta e contraddicendo anche l’azione del Governo, che porta a Torino una fondazione sull’intelligenza artificiale e poi non preserva questi posti di lavoro”.
“Mentre il Consiglio comunale di Torino ha approvato una mozione per scongiurare i licenziamenti e promuovere tavoli istituzionali di confronto, la Regione Piemonte sceglie di incontrare le parti sociali solo tardivamente dopo settimane di silenzio. È molto grave ed è il motivo per cui portiamo il question time alla Camera, sperando che venga creato un tavolo nazionale sul tema” conclude Gribaudo.
“È stato importante il voto favorevole dell’Aula sulle diverse mozioni presentate per dare un segnale forte alla Commissione europea e per sostenere il mondo agricolo. Sono mozioni che hanno in comune il fatto di non accettare il fondo unico di programmazione della PAC e il taglio delle risorse voluto dalla Commissione. È necessaria una Politica Agricola Comune giusta e finanziata, che rimetta al centro il reddito degli agricoltori, la dignità del lavoro e la lotta al caporalato. Una PAC che premi chi produce davvero e chi assume con contratti regolari, chi investe nella qualità della produzione e nel benessere animale”. Lo dichiara la deputata e capogruppo Pd in Commissione Agricoltura, Antonella Forattini presentando la mozione dem sulla PAC.
“La PAC - continua la parlamentare – oggi, nel silenzio generale, rischia di essere smantellata anche a causa di chi, in Europa, avrebbe dovuto difendere gli interessi del nostro Paese e non l'ha fatto. Mi riferisco a Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, che non ha mosso un dito per evitare che le politiche agricole tornassero ai margini delle politiche europee e venissero tagliati 8 miliardi dei fondi destinati all'Italia: anche la sua stessa maggioranza ha tranquillamente confermato che non conta nulla.”.
“Nel frattempo il governo continua con la propaganda fatta da annunci roboanti: il ministro Lollobrigida, con Coltivitalia, promette un miliardo per l'agricoltura senza un euro vero e un crono-programma reale mentre il provvedimento è fermo alla Ragioneria di Stato. In altre parole nessun sostegno per gli agricoltori e le aziende in crisi. Coltivitalia è un titolo vuoto in una campagna elettorale permanente, un campo lasciato incolto”, conclude Forattini.
“Sfruttamento di lavoratori stranieri, subappalto non autorizzato e lesioni personali colpose aggravate dalla violazione delle norme sulla prevenzione degli infortuni: questo non è lavoro, è caporalato e sfruttamento”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sull’operazione “Stella Verde” avviata a Biella dopo la denuncia di un operaio addetto alla manutenzione della diga dell’Ingagna di Mongrando.
“Ringrazio la guardia di finanza che sta conducendo le indagini e soprattutto l’operaio di Biella che ha avuto il coraggio di denunciare. In condizioni del genere non è mai facile - prosegue Gribaudo - Non è umanamente sostenibile sopportare turni massacranti senza pause, riposi e ferie, condizioni igieniche pessime, botte e minacce, e a maggior ragione per 500 euro in tre mesi di cantiere. Ancora una volta la catena di appalti e subappalti è un tema centrale che va affrontato e combattuto con urgenza”.
“Mi auguro che presto venga alla luce tutta la vicenda. Lo dico ancora una volta: la sicurezza sul lavoro, il rispetto dei diritti e delle tutele di lavoratori e lavoratrici, la prevenzione non possono mai essere messi in secondo pi
“Apprendiamo da fonti di stampa, che riportano la bozza del Dl anticipi, che il Governo intenderebbe prolungare anche per il 2026 la possibilità per i Comuni di incrementare la tassa di soggiorno, trattenendone però il 30%. Il principio è totalmente sbagliato: in questo modo si scaricano sui Comuni oneri e responsabilità, trattenendo a Roma una parte del gettito che invece dovrebbe restare sul territorio”.
Così la deputata Silvia Roggiani della presidenza del gruppo del Partito democratico alla Camera.“Il turismo crea ricchezza che finisce allo Stato - aggiunge la deputata Pd - mentre ai Comuni restano i costi e gli effetti dell’overtourism. La tassa di soggiorno dovrebbe servire a compensare questi squilibri, ma il Governo Meloni sceglie di metterci le mani sopra, sottraendo il 30% delle risorse per finanziare spese che dovrebbero essere già coperte dal bilancio statale, come l’assistenza ai minori non accompagnati. La destra parla di autonomia ma nei fatti impone una visione centralista e distorta dei rapporti tra Stato e Comuni. È un ennesimo gioco a tre carte: si parla di rafforzare i territori, ma si continua a svuotarli”.
“Come Partito Democratico - conclude - continueremo a difendere il principio che le entrate generate localmente restino ai Comuni, per migliorare i servizi, valorizzare il patrimonio culturale e sostenere un turismo davvero sostenibile”.
“È un grave errore che il Governo sottragga risorse ai Comuni, destinate a servizi e sviluppo dei territori, per finanziare politiche sociali che dovrebbero essere garantite direttamente dallo Stato. Così si tradisce il principio di sussidiarietà e si scarica sui bilanci locali la responsabilità di sostenere ambiti fondamentali come la disabilità e l’assistenza”. Lo dichiara la vice capogruppo del Pd alla Camera, Simona Bonafè, commentando le anticipazioni sul decreto Anticipi che prevede di destinare parte del gettito della tassa di soggiorno al Fondo per l’inclusione delle persone con disabilità. “È incomprensibile – prosegue Bonafè – utilizzare la tassa di soggiorno per colmare carenze strutturali del Governo nella programmazione sociale. La decisione presa ieri in Cdm si traduce infatti in una grave riduzione delle risorse dei Comuni già in difficoltà, per compensare l’incapacità dell’esecutivo di trovare fondi nei ministeri competenti. È una scelta sbagliata anche sul piano della certezza delle risorse: le politiche per la disabilità non possono dipendere dall’andamento dei flussi turistici, naturalmente variabili. Servono fondi stabili, strutturali e garantiti, non misure tampone e improvvisate. Ci auguriamo un rapido ripensamento da parte del Governo” conclude Bonafè.
“Le parole del presidente dell’Associazione Italiana Editori, Innocenzo Cipolletta, confermano purtroppo ciò che denunciamo da mesi: il Governo Meloni, anche con il ministro Giuli, continua a dimostrare una profonda inefficienza nell’attuazione delle politiche culturali, che sta mettendo in ginocchio il settore.”
Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura della Camera, commentando le dichiarazioni rilasciate da Cipolletta alla Buchmesse di Francoforte.
“Le misure ripristinate dal ministro Giuli per l’acquisto dei libri delle biblioteche nelle librerie territoriali erano già state introdotte dai governi guidati dal Partito Democratico, su impulso del ministro Franceschini. Misure che avevano funzionato, sostenendo concretamente biblioteche, editori e librai. Ed è ancora incomprensibile perché il predecessore di Giuli, il pessimo ministro Sangiuliano, abbia voluto cancellarle, privando per mesi il settore di strumenti essenziali.”
“Bene, dunque, la marcia indietro del governo, ma resta il fatto che i fondi stanziati non sono ancora stati spesi e che il ministero ha accumulato mesi di ritardi e burocrazia. Tutto questo — conclude Manzi — si somma alla scelta sbagliata di sostituire 18App con le nuove Carte Cultura, che hanno prodotto un risultato ampiamente al di sotto delle aspettative, e si abbatte sulla testa di editori e librai, che vedono il proprio fatturato ridursi giorno dopo giorno.”
«Il ministro Tajani oggi è venuto in Aula a riferire sulla situazione in Medio Oriente e, come sempre, lo ha fatto pattinando tra slogan e dichiarazioni di principio senza offrire alcuna parola di concretezza. È la conferma di un governo che continua a restare irrilevante sul piano internazionale» – dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.
«Mentre il premier spagnolo Pedro Sánchez, con coraggio politico, ha riconosciuto lo Stato palestinese, imposto un embargo totale sulle armi a Israele e proposto sanzioni per fermare il genocidio in corso, il governo Meloni si limita a nascondere la propria insignificanza dietro vuote frasi diplomatiche. Essere presenti ai summit internazionali non basta: bisogna avere una posizione chiara, autonoma e dignitosa, non restare appiattiti sulla linea di Trump» incalza Scarpa.
«Tajani ha parlato di tregua, ma senza spiegare come intenda sostenerla. Ha evocato contingenti militari, senza dire con quali regole di ingaggio. Ha accennato alla ricostruzione, senza chiarire tempi e ruoli. Non una parola sulla Cisgiordania, sulle colonie illegali, sulle violenze e sugli sfollamenti che continuano quotidianamente. E ancora nessuna risposta sulla questione centrale: quando l’Italia riconoscerà lo Stato di Palestina?» prosegue la deputata dem.
«La tregua raggiunta a Gaza è fragile e rischia di spegnersi ogni giorno. Per trasformarla in una pace vera e giusta, con due Stati e con i palestinesi protagonisti del proprio futuro, servono passi concreti e coraggiosi. Se sarà necessaria una missione internazionale di peacekeeping, con mandato ONU e il coinvolgimento dei Paesi arabi impegnati nella ricostruzione, l’Italia deve esserci. Ma per esserci davvero serve un governo capace di assumersi responsabilità e di stare dalla parte del diritto internazionale e della giustizia, non un esecutivo che aspetta solo la linea dettata da Trump» conclude Scarpa.
“Mi dispiace che nella risoluzione di maggioranza, non sia spesa una sola parola per affermare che si tratta di una tragedia umanitaria che produce migliaia di morti nel Mar Mediterraneo diventato un cimitero. Il piano del 2017 del memorandum con la Libia, l'esternalizzazione delle frontiere, è fallito. Di fatto si trattava di violare i diritti per procura, chiedere ad altri quello che sarebbe illegale se lo facessimo noi”. Lo dichiara il deputato Pd, Matteo Orfini intervenendo in Aula per ribadire il no dei democratici al rinnovo del Memorandum d'intesa del 2017 con la Libia.
“Rivendicare i numeri, come fa la maggioranza dei cosiddetti salvataggi in mare – continua il parlamentare dem - significa rivendicare delle deportazioni. Le persone non vengono rimpatriate in 'centri' come la risoluzione sostiene, ma in lager dove vengono uccise, torturate e stuprate. Addestrare e finanziare la guardia costiera libica, a anni di distanza, non ha funzionato e anche oggi la Libia non è un Paese stabile o sicuro. Anzi la situazione è peggiorata: chi dovrebbe salvare i migranti, spara alla testa delle persone o alle navi delle Ong”.
“Le migrazioni vanno gestite strutturalmente, con la cooperazione internazionale, con missioni europee e redistribuzione in Europa dei flussi migratori. Lo si fa aprendo canali legali di migrazione e accoglienza diffusa. Lo si fa superando l'orribile legge Bossi-Fini e non liberando il capo dei trafficanti, Almasri, rimandandolo in Libia”, conclude Orfini.
Una relazione che aspettavamo da tempo, che è stata già consegnata alle commissioni competenti, ma che merita di essere discussa in una sessione speciale alla Camera come previsto in norma. Ringrazio Filomena D’Antini e Agnese Canevari per il lavoro svolto fin qui insieme alle tante consigliere che sul territorio svolgono un lavoro preziosissimo”.
Così Chiara Gribaudo, deputata prima firmataria e relatrice della Legge 162 del 2021 che ha introdotto la certificazione di genere, a margine della Conferenza Nazionale delle Consigliere di Parità tenutasi nella Sala D’Antona riguardante la relazione al Parlamento sullo stato di parità di genere sul lavoro in Italia.
“Occorre continuare in questa direzione anche dando più valore economico al ruolo delle consigliere e fare un passo in avanti. Bisogna fare una sessione straordinaria sulle questioni femminili che vada oltre la simbologia dell’8 marzo e del 25 novembre - ha proseguito la deputata - Ecco perché è importante non solo trasmettere la relazione in commissione ma presentarla passando da AL ad IN Parlamento. Auspico che su questo tutto il fronte parlamentare, come approvammo la legge 162 all’unanimità, possa essere d’accordo”.
“Voglio ancora ringraziare tutte le consigliere di parità regionali e provinciali che sul territorio svolgono gratuitamente un lavoro prezioso e mi auguro che i prossimi passi vadano nella direzione di un adeguato riconoscimento anche economico al loro ruolo e operato che è fondamentale. La direttiva europea ci aiuterà a svolgere un lavoro più chiaro sulle retribuzioni, senza più scuse, abbiamo bisogno di dare più valore al lavoro, alla retribuzione e all’occupazione femminile” ha concluso Gribaudo.
Solo nella nostra barca quasi mezza tonnellata di aiuti umanitari. Nel video alcuni momenti tratti dalla nostra ispezione degli scatoloni, insieme ai colleghi Annalisa Corrado e Paolo Romano. Ma quale alcool, quale droga? Solo persone in malafede possono credere alle bugie diffuse da un ministro orgogliosamente genocida come Ben Gvir: una volta prelevati gli equipaggi illegalmente e una volta sequestrate criminalmente le nostre barche, avrebbero potuto metterci dentro qualsiasi cosa. La flotilla è una bellissima pagina di umanità, di scossa civica e di coraggio, chi diffonde queste tanto vergognose quanto ridicole assurdità non fa altro che confermare la propria collocazione: dalla parte sbagliata della storia” così su Instagram i democratici Arturo Scotto e Annalisa Corrado che pubblicano un video per rispondere alle accuse del ministro Ben Gvir. https://www.instagram.com/reel/DP0yffYCrbE/?igsh=MTAyMnl2aHI0ZHZtNA%3D%3D
“Ho ascoltato in Aula, con incredulità, il ministro degli Esteri Antonio Tajani rivendicare di aver proposto all’ONU una risoluzione sulla tregua olimpica per i Giochi di Milano-Cortina 2026 — una dichiarazione che farà sorridere il mondo sportivo internazionale.” Lo dichiara il deputato del Pd Mauro Berruto, responsabile Sport del Partito Democratico che sottolinea "la tregua olimpica non è una novità, né un’iniziativa italiana: è una risoluzione che viene approvata ogni due anni, in occasione di tutte le edizioni dei Giochi Olimpici estivi e invernali dal 1993, dall’Assemblea Generale dell’ONU. Si intitola ‘Building a peaceful and better world through sport and the Olympic ideal’ ed è sempre la stessa, da 32 anni a questa parte. Attribuirsene oggi la paternità – conclude Berruto – è come vantarsi di aver inventato la fiaccola olimpica. Dal capo della diplomazia italiana ci aspetteremmo più serietà e meno propaganda".
"Tajani ha ribadito più volte che il governo è concentrato da tempo sulla ‘ricostruzione’ di Gaza. Bene, ma è consapevole che questo governo non ha fatto nulla per fermare invece la sistematica distruzione di Gaza in questi due anni? Il Ministro avrebbe dovuto usare la propria voce diplomatica per prevenire e fermare l’escalation, non limitarsi a commentarla a posteriori. Così come ancora nessun impegno concreto per il riconoscimento dello Stato di Palestina e per sostenere gli organismi internazionali nel lavoro con cui tentano di perseguire i crimini di guerra commessi. Evidentemente il lavoro nascosto decantato da Tajani non è stato nascosto, ma del tutto invisibile.” Lo dichiara la Vicepresidente del Gruppo del Pd alla Camera, Valentina Ghio a margine dell'informativa di Antonio Tajani alla Camera.
"Come al solito, il ministro Tajani pattina. E' venuto oggi alla Camera a riferire sulla situazione a Gaza senza proposte concrete. E lo ha fatto con i banchi della maggioranza semi vuoti.
Ha detto che l'Italia sarà parte del processo per trasformare la tregua in pace, ma non ha detto come. Ha detto che il governo è pronto a inviare contingenti militari senza dire con quali regole di ingaggio. Ha parlato di ricostruzione, ma non ha specificato in che termini e con che ruolo". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, a margine dell'informativa del ministro Tajani.
"Fedele al "piano Trump" non ha neanche lontanamente accennato alla situazione in Cisgiordania dove proliferano le colonie illegali, le violenze, gli sfollamenti, la distruzione delle case, delle infrastrutture, dei campi palestinesi - evidenzia Boldrini -. Continua a dire che il riconoscimento dello Stato di Palestina arriverà. Quando? La condizione non era la liberazione degli ostaggi e l'esclusione di Hamas dal governo della Striscia? Ci siamo: cosa aspettano ancora?".
"Come pensa di lavorare alla costruzione di uno Stato di Palestina senza che i palestinesi siano protagonisti, senza continuità territoriale e senza che venga liberato l'unico in grado di dare una leadership solida al popolo palestinese, cioè Marwan Barghouti - incalza la deputata dem -? Come pensa di lavorare alla pace senza che ci sia giustizia per i crimini commessi dal governo Netanyahu? Altro che "Israele non ha voluto adottare quelle attenzioni e cautele imposte dal diritto internazionale", come ha detto Tajani. Israele ha commesso un genocidio che non può restare impunito".
"Tutti temi cruciali e fondamentali a cui il ministro Tajani non ha dato risposta. Aspetta che Trump dia la linea a cui, come sempre, assoggettarsi acriticamente" conclude Boldrini.
"La Corte Costituzionale con la sentenza di oggi ha fatto definitiva chiarezza sciogliendo qualsiasi dubbio sull'ipotesi di decadenza da Presidente della Regione Sardegna di Alessandra Todde. Insieme alla sentenza vengono archiviate anche le speranze di quei partiti che, a destra, avevano utilizzato la vicenda come un tentativo di rivincita nei tribunali, dopo aver perso la partita in campo. Ora la sfida per tutti diventa quella del confronto di merito, sulle scelte da fare, in qualche caso dopo anni di vuoto". Lo dichiara il deputato sardo del Pd, Silvio Lai, che esprime "da parte dei democratici della Sardegna le congratulazioni alla Presidente per l’esito del ricorso, con la certezza di poter proseguire serenamente nel lavoro di rilancio nella nostra Regione affrontando con decisione quelle criticità che pesano su famiglie e imprese in Sardegna".
Dal 21 al 23 ottobre il mondo della salute e della sicurezza sul lavoro si incontra a Roma per gli Stati Generali organizzati dalla Commissione d’inchiesta parlamentare sulle condizioni di lavoro della Camera dei Deputati. Dopo l'edizione dell’anno scorso l’evento torna per proseguire il dialogo istituzionale e sociale su un tema fondamentale. Tanti gli argomenti trattati: dalla tecnologia e l’intelligenza artificiale alla formazione, dalla logistica allo stress lavoro-correlato, con l'ascolto delle proposte delle parti sociali, degli esperti, delle istituzioni, per restituire alla politica soluzioni concrete che aumentino sicurezza e prevenzione. L’evento è in collaborazione con la Presidenza della Camera dei Deputati.
“Le morti sul lavoro sono una piaga che continua a straziare il nostro Paese. Dobbiamo costruire percorsi più efficaci di prevenzione e cultura della sicurezza e per farlo serve un patto rinnovato tra parti sociali e la politica - così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia - Anche per questo momenti come gli Stati Generali sono preziosi: riuniamo tante parti in causa per discutere su soluzioni condivise, strategie, proposte”.
A inaugurare le giornate il Presidente della Camera Lorenzo Fontana, la Presidente della Commissione Chiara Gribaudo e la Ministra del Lavoro Marina Calderone. Segue una lettura dell’attore Alessio Vassallo e la condivisione delle storie di lavoratrici e lavoratori vittime di infortuni e familiari dei caduti sul lavoro, tra cui la madre di Luana D’Orazio, i parenti delle vittime delle stragi di Brandizzo e di Casteldaccia, i genitori di Mattia Battistetti.
Ci sarà poi il confronto delle parti sociali, tra i sindacati e le associazioni datoriali. La seconda giornata sarà dedicata al futuro delle generazioni più giovani, con panel che tratteranno dei temi della formazione, con un focus sulle nuove tecnologie, anche con il contributo delle università che presenteranno progetti e studi sul tema. Infine, le giornate si concluderanno giovedì 23 ottobre con la relazione della magistrata Rita Sanlorenzo, perché “abbiamo un tema di giustizia, è una richiesta costante dei famigliari delle vittime” chiosa Chiara Gribaudo. Alla conclusione dei lavori, come lo scorso anno, le proposte concrete emerse dai tavoli di lavoro verranno consegnate alla politica parlamentare, con l'obiettivo di farle approdare nelle sedi istituzionali e trasformarle in un cambiamento reale.