"Cuba è stremata, strangolata, ferita.
Il 29 gennaio scorso il presidente statunitense ha firmato un ordine esecutivo che minaccia dazi contro tutti i Paesi che intendono portare petrolio a Cuba, dopo avere interrotto, con il blitz a Caracas, le forniture dal Venezuela. Da quando Trump ha resuscitato la “Dottrina Monroe”, l’America Latina è tornata a essere considerata il cortile di casa degli Stati Uniti.
A Cuba, ci ha detto l’ambasciatore cubano in Italia incontrato questa mattina, manca l’energia negli uffici, nelle aziende alimentari e farmaceutiche. Senza mezzi pubblici è diventato impossibile andare a lavorare e a scuola. Quello che è più grave è che negli ospedali manca l’energia anche per alimentare le macchine che garantiscono la vita dei malati e le incubatrici per i neonati. Migliaia di malati abbandonati al loro destino con un sistema sanitario costretto alla resa.
È la legge del più forte, la legge del più cinico, del più spietato dei potenti.
Non possiamo dimenticare che durante il Covid, nel momento più buio per il nostro Paese, fu Cuba a mandare i primi medici a sostegno della nostra sanità in affanno. E ancora oggi ci sono centinaia di medici cubani che lavorano negli ospedali calabresi in difficoltà.
L'Italia può voltare le spalle a chi ci ha teso la mano? Il Ministro Tajani tace perché secondo lui anche per la popolazione cubana il diritto internazionale “vale fino a un certo punto”?
E la Presidente Meloni tace perché continua a genuflettersi di fronte ai desideri di Trump e perfino a quelli di Marco Rubio che lo stesso Trump ha designato come futuro presidente cubano. Sembra uno scherzo, ma è proprio quello che ha detto.
La dignità, lo sappiamo, è dote rara nelle stanze del governo Meloni. Ma noi non possiamo assistere in silenzio alla morte lenta di un popolo. E non lo faremo, denunceremo quello che sta accadendo nell’indifferenza di troppi". Lo ha dichiarato in aula Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera, chiedendo un'informativa urgente al ministro Tajani
“Il commento del consigliere di Fratelli d’Italia rientra nel repertorio di tutte quelle frasi patriarcali che noi donne ci sentiamo dire da sempre. ‘Sei nervosa, hai il ciclo?’ o ‘Ma perché te la prendi, come sei sensibile’, per citarne due senza sfondo sessuale, perché in realtà siamo abituate a ben di peggio. Le donne domenica sono scese in piazza contro il Ddl Bongiorno, che è parte del problema: quanto prodotto da questa destra ha portato all’eliminazione della parola consenso dal testo, parlando invece di volontà contraria. Questa vicenda ci ricorda che le parole sono importanti, anche quelle di un consigliere in un commento sui social, e che sempre di più è evidente che, oltre alla necessità di rivedere il Ddl Stupri così come pattuito alla Camera, sarebbe necessario parlare seriamente di educazione sessuoaffettiva, a questo punto non solo per i e le giovani, ma anche e soprattutto per questi uomini fatti e finiti che di fronte alle rivendicazioni delle donne sentono la necessità di esprimere il loro becero maschilismo e paternalismo”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul commento del consigliere di Collegno Fabio Fichera che ha scritto sui social, in merito alla manifestazione a favore della legge sul consenso e contro il Ddl Buongiorno, che chi vi ha preso parte vorrebbe avere “più considerazione affettiva del genere maschile”.
La censura dell’Uomo Vitruviano di Leonardo da Vinci nello spot di apertura dei collegamenti RAI per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 sta facendo il giro del mondo, come riportato oggi anche dal The Guardian. L’opera originale, conservata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia nel Gabinetto Disegni e Stampe, è stata mostrata in versione modificata, con la rimozione dei genitali. Secondo i componenti democratici della Commissione Cultura della Camera dei Deputati, la RAI si sarebbe lavata le mani, scaricando la responsabilità sulla Olympic Broadcasting Services, ma la questione riguarda direttamente la tutela del patrimonio culturale nazionale in ambiente digitale e il suo corretto sfruttamento ai sensi del codice dei beni culturali. Per questo il Partito Democratico ha depositato un’interrogazione parlamentare a risposta scritta per “chiedere al Ministero della Cultura se l’utilizzo dell’immagine sia stato autorizzato, se l’autorizzazione includesse l’adattamento grafico e la profonda alterazione dell’opera originale, a quanto ammonti il pagamento ricevuto dal Ministero per i diritti sull’opera, se il Ministro Giuli fosse a conoscenza dell’uso e se gli uffici preposti del MIC ritengano corrette le modifiche apportate a un pezzo così fondamentale del patrimonio culturale”. Lo si legge in una nota dei componenti democratici della Commissione Cultura che sottolineano la “necessità di chiarire le responsabilità e le modalità dell’autorizzazione, e più in generale se sia stato rispettato il dettato del codice dei beni culturali per la riproduzione delle immagini del patrimonio culturale in contesti digitali e mediatici”.
Il ministro Tajani è venuto oggi in aula a dirci che l'Italia, come aveva anticipato la premier Meloni, parteciperà alla prima riunione del Board of Peace come stato "osservatore": un ruolo inesistente. Ma oltre a quello che già sapevamo non ha aggiunto altro.
Il Board non ha niente a che fare con la pace a Gaza, esclude i palestinesi e punta solo a favorire gli affari immobiliari del genero di Trump e dei suoi amici imprenditori, mentre sotto le macerie vi sono ancora migliaia di cadaveri. Nel Board non c’è l’Autorità nazionale palestinese ma c’è Netanyahu l’autore della distruzione, colui che ha fatto sganciare sulla Striscia 100mila tonnellate di bombe, che ha distrutto o danneggiato oltre il 80 percento di infrastrutture, abitazioni, ospedali, scuole, università.
Tutto questo dando un altro colpo alle Nazioni Unite e all’Unione Europea.
L'Italia è l'unico paese del G7 a partecipare a questo strumento coloniale che si articola attorno ad una Gaza agonizzante, mentre i paesi fondatori dell'Ue hanno già fatto sapere che loro non ci saranno.
Stanno svendendo la dignità dell'Italia a un club privato di immobiliaristi e uomini d'affari, sbugiardando la Costituzione, le convenzioni internazionali e la storia di diplomazia dell'Italia. E lo fanno solo per non scontentare l'amico Trump che ha l’obbiettivo di fare grandi speculazioni edilizie e molti soldi sulla terra dei palestinesi". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Quasi un anno fa Ivan Francescon, poliziotto in vacanza con la sua famiglia sulle spiagge di Jesolo, salvò la vita a una bambina che stava annegando. Oggi quello stesso uomo, che aveva scelto di proteggere gli altri, non è stato protetto. Si è tolto la vita. È una tragedia che addolora e che impone una riflessione profonda". Lo dichiara l’On. Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico.
"Dall’inizio del 2026 si contano già otto suicidi tra appartenenti alle forze dell’ordine. Nel 2025 i casi segnalati sono stati 44, nel 2024 cinquanta, nel 2023 trentanove, nel 2022 addirittura settantadue. Numeri impressionanti, che descrivono un’emergenza strutturale troppo a lungo sottovalutata."
"Dietro ogni divisa – prosegue Stefanazzi – c’è una persona, con fragilità, carichi di stress enormi, turni massacranti, esposizione continua a eventi traumatici e, spesso, una solitudine silenziosa. Continuare a parlare di sicurezza senza occuparsi seriamente della salute psicologica di chi garantisce la sicurezza è una grave ipocrisia."
"Servono programmi stabili di supporto psicologico, presidi accessibili in tutti i territori, percorsi di prevenzione, formazione dei dirigenti e un’azione culturale forte per abbattere lo stigma che ancora circonda il disagio mentale nei corpi dello Stato. Ma soprattutto servono risorse vere, non annunci".
"Alla famiglia di Ivan Francescon e a tutte le famiglie colpite da queste tragedie va il mio pensiero più sincero. Lo Stato deve dimostrare, con i fatti, di prendersi cura di chi ogni giorno si prende cura di noi. Non possiamo più permetterci di voltare lo sguardo né continuare a far finta che la pressione cui è sottoposto il personale di pubblica sicurezza non esista".
Mercoledì 18 febbraio, presso la Sala stampa della Camera dei deputati, a partire dalle ore 14.30 si terrà la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge “Norme per il riconoscimento dell’ipnosi sanitaria quale strumento di pratica sanitaria nella gestione di diagnosi, cura, riabilitazione e prevenzione”, a prima firma della deputata e Capogruppo PD in Commissione Agricoltura, Antonella Forattini.
L’iniziativa nasce dall’esigenza di riconoscere e inquadrare in modo chiaro e scientificamente fondato, l’utilizzo dell’ipnosi sanitaria come strumento integrativo della pratica clinica, già presente in diversi ambiti della medicina e della psicologia, ma oggi privo di un quadro normativo organico. La proposta di legge intende definire ambiti di applicazione, requisiti professionali, e garanzie per i pazienti, valorizzando le esperienze cliniche consolidate e rafforzando la sicurezza e la qualità delle prestazioni sanitarie.
"Quasi un anno fa Ivan Francescon, poliziotto in vacanza con la sua famiglia sulle spiagge di Jesolo, salvò la vita a una bambina che stava annegando. Oggi quello stesso uomo, che aveva scelto di proteggere gli altri, non è stato protetto. Si è tolto la vita. È una tragedia che addolora e che impone una riflessione profonda". Lo dichiara l’On. Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico.
"Dall’inizio del 2026 si contano già otto suicidi tra appartenenti alle forze dell’ordine. Nel 2025 i casi segnalati sono stati 44, nel 2024 cinquanta, nel 2023 trentanove, nel 2022 addirittura settantadue. Numeri impressionanti, che descrivono un’emergenza strutturale troppo a lungo sottovalutata."
"Dietro ogni divisa – prosegue Stefanazzi – c’è una persona, con fragilità, carichi di stress enormi, turni massacranti, esposizione continua a eventi traumatici e, spesso, una solitudine silenziosa. Continuare a parlare di sicurezza senza occuparsi seriamente della salute psicologica di chi garantisce la sicurezza è una grave ipocrisia."
"Servono programmi stabili di supporto psicologico, presidi accessibili in tutti i territori, percorsi di prevenzione, formazione dei dirigenti e un’azione culturale forte per abbattere lo stigma che ancora circonda il disagio mentale nei corpi dello Stato. Ma soprattutto servono risorse vere, non annunci".
"Alla famiglia di Ivan Francescon e a tutte le famiglie colpite da queste tragedie va il mio pensiero più sincero. Lo Stato deve dimostrare, con i fatti, di prendersi cura di chi ogni giorno si prende cura di noi. Non possiamo più permetterci di voltare lo sguardo né continuare a far finta che la pressione cui è sottoposto il personale di pubblica sicurezza non esista".
“Il monitoraggio indipendente della Fondazione GIMBE sull’attuazione della Missione Salute del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) evidenzia un dato chiaro: al 31 dicembre 2025 le tre scadenze europee sulla digitalizzazione risultano formalmente rispettate per l’erogazione della nona rata. Un dato che, però, non può esaurire la valutazione politica e istituzionale.” Lo dichiara il deputato del PD Gian Antonio Girelli, vicepresidente della commissione d’inchiesta sul COVID.
«Raggiungere i target, infatti – prosegue Girelli – è necessario, ma non sufficiente. Il punto centrale è capire se gli investimenti stanno realmente migliorando la qualità dei servizi, riducendo le diseguaglianze territoriali e rafforzando il Servizio Sanitario Nazionale».
Osserva ancora Girelli che se per quel che riguarda la telemedicina, il numero dei pazienti assistiti supera la soglia prevista, un segnale certamente positivo ma “ma senza dati pubblici disaggregati per Regione è difficile valutare se stiamo colmando i divari o se li stiamo semplicemente certificando”.
Molto complessa è la questione della digitalizzazione degli ospedali. Girelli ricorda che l’obiettivo originario prevedeva l’informatizzazione completa di 280 strutture sede di Dipartimento di Emergenza e Accettazione ma che la successiva rimodulazione ha ridimensionato il target, prevedendo un avanzamento di livello nella scala di maturità digitale. «Parliamo di oltre 1,4 miliardi di euro di investimento e dobbiamo essere certi che si traduca in ospedali realmente più efficienti, integrati e capaci di garantire continuità assistenziale, non solo in certificazioni formali».
Sul Fascicolo Sanitario Elettronico, il target dell’85% dei medici che lo alimentano è stato superato. «Ma il cuore dello strumento – il profilo sanitario sintetico costantemente aggiornato – non è ancora pienamente operativo in tutte le Regioni. Inoltre solo una parte dei cittadini ha espresso il consenso alla consultazione. Senza piena interoperabilità e senza fiducia dei cittadini, la digitalizzazione resta incompleta».
Per Girelli la digitalizzazione non è un obiettivo in sé, ma uno strumento per rafforzare prevenzione, presa in carico e medicina territoriale. «Il PNRR deve lasciare un’eredità strutturale: servizi più accessibili, meno frammentazione, più integrazione tra ospedale e territorio. La trasparenza dei dati non è un dettaglio tecnico, ma una garanzia democratica. Le risorse pubbliche devono produrre benefici misurabili per le persone». “Purtroppo – osserva ancora Girelli - molti obiettivi sono stati raggiunti solo sulla carta o tramite revisioni al ribasso dei target e senza che siano stati forniti dati pubblici sulla realizzazione concreta del PNRR”.
«Infine – conclude il deputato del Partito Democratico – l’assenza di dati pubblici e i criteri utilizzati per certificare il raggiungimento dei target sono estremamente preoccupanti e richiedono una rendicontazione dettagliata dei risultati. La trasparenza è fondamentale e i dati pubblici sono un bene comune che deve essere comunicato con chiarezza».
“I dati pubblicati dalla Stampa rischiano di dare ragione a quella parte di Lega che vuole abolire il canone.
Questi sono i risultati di TeleMeloni. Se la Rai continua a fare Telemeloni continuerà il crollo degli ascolti come già dimostrato dai dati sullo share e una tv pubblica in declino. Scelte editoriali sbagliate, e dettate più dalla fede politica che da investimenti sui programmi. Non c’è una visione. Mai come in questo momento appare urgente una riforma della Rai”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
Con profondo dolore apprendiamo della scomparsa di Giovanna Casadio, giornalista di Repubblica. Ha seguito negli anni la vita politica e la nascita del Partito Democratico. La ricordiamo precisa e attenta nel suo lavoro, acuta e determinata, sempre con gentilezza e modi cortesi, nel raccontare le conquiste ma anche le difficoltà della sinistra italiana con uno sguardo sempre attento alla questione femminile. Alle colleghe e ai colleghi e alla famiglia, il cordoglio e la vicinanza delle deputate e dei deputati del Partito Democratico.
Così in una nota il Gruppo del Partito Democratico alla Camera dei Deputati.
Quanto accaduto a Chioggia durante le celebrazioni del Giorno del Ricordo è un fatto grave che merita piena chiarezza».
Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa, che ha presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Istruzione e del Merito in merito all’esecuzione, da parte di studenti della scuola secondaria di primo grado “Pascoli-Galilei” dell’Istituto Comprensivo Sottomarina Nord, del brano “Di là dell’acqua”, riconducibile al repertorio della Compagnia dell’Anello, durante la cerimonia organizzata dal Comune di Chioggia il 10 febbraio scorso.
«Stiamo parlando di un gruppo storicamente associato all’area neofascista italiana. È inaccettabile che, in un contesto istituzionale e con il coinvolgimento di studenti minorenni, possa essere proposta musica legata a quell’immaginario culturale e politico», afferma Scarpa.
«Il Giorno del Ricordo è una ricorrenza che appartiene a tutta la Repubblica e deve essere celebrata nel rispetto rigoroso dei valori costituzionali. La scuola pubblica è presidio di pluralismo, educazione democratica e memoria condivisa. Per questo ho chiesto al Ministro se sia a conoscenza dei fatti, se siano state avviate verifiche tramite l’Ufficio scolastico regionale e quali iniziative intenda assumere per evitare il ripetersi di episodi analoghi».
«Non si tratta di alimentare polemiche – conclude Scarpa – ma di ribadire un principio fondamentale: nelle istituzioni della Repubblica non può esserci spazio, nemmeno in forma indiretta o simbolica, per riferimenti culturali riconducibili a ideologie incompatibili con la nostra Costituzione».
"Mentre non ha mai voluto rafforzare l’autonomia europea, la destra riunisce il Parlamento per votare la partecipazione a un organismo che ha Trump come presidente a vita.
È grave che il governo non agisca per l’interesse nazionale ma si attivi per il profitto di un singolo". Lo scrive su X la deputata Pd Lia Quartapelle, vice presidente della commissione Esteri
“Con il cuore e con la testa a Napoli. Una tragedia enorme l’incendio del teatro Sannazzaro, crocevia della cultura popolare della città. Da De Filippo a Scarpetta, da Bovio a Bracco. Tutti sono passati di lì. Bisogna fare di tutto per ricostruirlo. E’ un patrimonio dell’Italia”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La decisione annunciata da Vantive, controllata dal fondo Carlyle, di mettere in vendita lo stabilimento Gambro Dasco di Medolla, in provincia di Modena, rappresenta un fatto gravissimo che mette a rischio centinaia di posti di lavoro e colpisce uno dei poli storici e strategici del biomedicale italiano”.
Lo dichiarano i deputati del PD, Stefano Vaccari, Andrea De Maria e Maria Cecilia Guerra, che hanno presentato un’interrogazione ai ministri delle Imprese e del Lavoro per chiedere un intervento urgente del governo.
“Dopo mesi di attesa di un piano industriale mai arrivato - proseguono i parlamentari Pd che a novembre avevano già presentato un’interrogazione rimasta inevasa - e dopo l’impegno assunto dall’azienda al tavolo regionale di dicembre, la comunicazione della vendita del sito rappresenta una rottura unilaterale e inaccettabile. Ancora una volta assistiamo a scelte dettate esclusivamente da logiche finanziarie di breve periodo, senza alcuna visione industriale e senza rispetto per un territorio che ha costruito nel tempo competenze, innovazione e occupazione qualificata".
I parlamentari PD sottolineano come il sito di Medolla sia un punto di riferimento per l’intera area Nord modenese e per il comparto biomedicale nazionale, eccellenza riconosciuta a livello internazionale.
“Chiediamo ai ministri competenti - aggiungono - di attivare immediatamente un tavolo nazionale, in raccordo con la Regione Emilia-Romagna e con le organizzazioni sindacali, per garantire la piena salvaguardia occupazionale, vigilare sulle modalità e sui tempi dell’eventuale cessione, favorire la ricerca di soggetti industriali solidi e affidabili, definire un vero piano di rilancio produttivo e tecnologico del sito. Non si può consentire che un asset strategico per la competitività del Paese venga smantellato senza un confronto trasparente e senza un progetto industriale credibile. Il governo deve assumere un ruolo attivo e responsabile per difendere lavoro, competenze e filiera produttiva. La mobilitazione dei lavoratori e delle istituzioni locali dimostra che il territorio è unito. Ora - concludono - serve una risposta chiara e concreta da parte dell’esecutivo”.
“Dal reato contro la persona alla cultura del consenso. Trent’anni dall’approvazione della legge contro la violenza sessuale” è il tema dell’incontro promosso dal Gruppo del Pd e dalla Fondazione Nilde Iotti che si terrà oggi - martedì 17 febbraio alle 14.30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati. Interverranno: Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, Livia Turco, Presidente Fondazione Nilde Iotti, Andrea Catizone, Presidente Fondazione Tina Lagostena Bassi, Anna Finocchiaro, Presidente Fondazione Italiadecide, Alberta De Simone, già Deputata Democratici di Sinistra, Michela Di Biase, Deputata Pd, Sara Ferrari, Deputata Pd, Valeria Valente, Senatrice Pd, e Roberta Mori, Portavoce Conferenza Donne Pd.