28/12/2018 - 15:12

"Ormai il Parlamento è esautorato. La legge di Bilancio sarà approvata con voto di fiducia senza che sia stato votato, alla Camera e al Senato, un solo emendamento in Commissione". Lo dichiara Stefano Lepri, della presidenza del gruppo Pd della Camera dei deputati, a proposito della legge di Bilancio.

"Non era mai capitato. A questo siamo giunti. Non esagero: la democrazia rappresentativa è in pericolo", conclude.

28/12/2018 - 15:08

"'Lei non finisce l’Aula'. Sarà l’imbarazzo di condurre la Camera calpestando le regole democratiche o la vergogna per una manovra devastante che tradisce tutte le promesse elettorali, ma la minaccia di Roberto Fico a Enrico Borghi è inammissibile per la terza carica dello Stato". Lo scrive su Twitter Luciano Nobili, deputato del Partito democratico,  a proposito delle polemiche scoppiate in Aula durante la discussione della legge di Bilancio.

28/12/2018 - 13:46

"Sulla Tav il Presidente Conte decide di non decidere, rimandando tutto alle elezioni europee della prossima primavera, che rappresentano ormai l'orizzonte politico di un governo allo sbando che sta distruggendo il Paese”.

Lo dichiara Davide Gariglio, componente del Partito Democratico nella Commissione Trasporti della Camera dei Deputati

“Ancora una volta saranno gli italiani a pagare i costi delle contraddizioni tra Lega e M5S causati dal blocco dei cantieri della Torino - Lione e dalle penali sul mancato avanzamento dei lavori".

28/12/2018 - 13:43

"Le parole del Presidente del Consiglio Conte, che spostano ogni decisione sulla Tav alle elezioni europee, sconfessano palesemente l'autorevolezza e l'operato della Commissione Costi benefici voluta dal Ministro Toninelli”.

Lo dichiara Silvia Fregolent, deputata del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del premier durante la conferenza stampa di fine anno

“Lo studio, che sarebbe dovuto terminare prima ad ottobre e poi a dicembre, perde quindi non solo ogni attendibilità, se mai ne avesse avuta, ma ogni significato. Proprio come per la manovra di Bilancio – conclude - sarà l'Europa ad indicare a Lega e M5S come procedere sulla Torino - Lione, dimostrando ancora una volta l'insignificanza, il dilettantismo e l'incapacità di questo governo”.

28/12/2018 - 13:40

Manovra taglia risorse per trasporti e opere pubbliche

“Il premier Conte non sa di cosa parla. La Tav non è in una procedura istruttoria, come affermato dal presidente del consiglio nella conferenza stampa di fine anno, ma in fase pienamente operativa e certificata dai governi”.

Lo dichiara la deputata del Partito democratico Raffaella Paita, segretaria della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati

“Sono molti gli esponenti del governo che si impegnano per generare confusione e mettere in giro fake news in merito alla Torino-Lione, ma – sottolinea la deputata Dem -  che lo faccia il capo del governo è grave, oltre che imbarazzante. E dopo mesi di bugie del ministro Toninelli, che ha continuato a dire che la decisione sarebbe stata presa in breve tempo, oggi Conte ci comunica che la decisione su Tav avverrà entro le elezioni europee, mostrando che l’esecutivo userà quest’opera a scopo elettorale, facendoci perdere soldi e investimenti preziosi. Basta pantomime. È il momento della verità”.

“Purtroppo gli italiani si accorgeranno del cambiamento sì, ma in peggio, dopo il varo di questa manovra che – conclude Paita – taglia 600 milioni di risorse per Ferrovie, 300 milioni per il trasporto pubblico locale e cancella gli investimenti per le opere pubbliche, a tutto danno per le cittadine e i cittadini”

28/12/2018 - 13:37

“Il raddoppio dell’Ires al terzo settore, se non fosse drammatico, sarebbe una barzelletta. Ma è la dimostrazione plastica della confusione dell’esecutivo”.

Lo dichiara Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito democratico

“Il sottosegretario Durigon si affretta a dire che questa norma l’ha voluta l’Europa. Il vicepremier Di Maio dice che è sbagliata e verrà cambiata nel primo provvedimento disponibile, ma – sottolinea la deputata Dem - dimentica di dire quale e come. La sottosegretaria Castelli ne rivendica la bontà e smentisce il suo leader. Basta prese in giro agli italiani”.

“Una manovra fatta a Bruxelles, come sostiene il sottosegretario al lavoro, o fatta in casa, come continua a ripetere Conte? Le smentite vicendevoli degli esponenti di governo sono imbarazzanti e mostrano che l’esecutivo gialloverde è allo sbando. Devono dire la verità – conclude Rotta - non a noi, a cui è persino impedito di esaminare la manovra, ma agli italiani, che vedranno tagliate le pensioni e pagheranno più tasse”.

 

28/12/2018 - 13:34

È ufficiale.

Nel 2019 la pressione fiscale, dopo essere scesa per 5 anni consecutivi, tornerà a salire. Il tutto senza ancora considerare i 52 miliardi di euro di maggiore IVA del 2020-2021 che pagheremo tutti. 

Ma nonostante questo, nonostante i tagli del governo su pensioni, investimenti, scuola, nonostante le maggiori tasse alle imprese... le promesse della campagna elettorale non saranno mantenute.

Lo ha scritto su Facebook il Vice Presidente della Camera, Ettore Rosato.

28/12/2018 - 11:54

Lettera a premier perché impedisca sdoganamento violenti

"Davanti all'intenzione annunciata dal ministro dell'interno Salvini di voler trattare con i capi ultras, chiedo un suo autorevole intervento innanzitutto a difesa di quegli uomini e di quelle donne delle forze dell’ordine che tutte le giornate di campionato, coppa e manifestazioni varie sono impegnati a garantire la sicurezza negli stadi italiani". Lo scrive Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in una lettera indirizzata al presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

"Lo scorso 26 dicembre - ricorda - in occasione della partita Inter-Napoli, fuori dallo stadio di San Siro a Milano si sono registrati violenti scontri tra opposte tifoserie con un morto. In uno dei soliti raptus 'comunicativi' di uno dei due vice-premier, non ha trovato di meglio che annunciare di voler incontrare, al Viminale, i capi ultras delle squadre di calcio. All’inizio poteva sembrare anche una fake news e, invece, è proprio così, il Ministro dell’interno, lo stesso che si fa intervistare e fotografare con le felpe e le magliette della Polizia di Stato, per affrontare il tema della violenza dentro e fuori gli stadi, vuole incontrare i capi del tifo organizzato. Come se la Thatcher, negli anni 80, per affrontare la violenza del tifo inglese avesse deciso di invitare a Buckingham Palace gli hooligan. Eppure, solo pochi giorni fa dopo la famosa foto che ritraeva il Ministro Salvini con un capo ultras del Milan condannato per droga aveva dichiarato di aver commesso un errore e che non sarebbe più accaduto..Ora non solo ricade ma invece di uno ne vuole incontrare 20, 40, 100. Per affrontare il tema della violenza nello sport la soluzione per il Ministro dell’Interno è parlare con i capi ultras che nella maggior parte dei casi hanno un curriculum segnato da condanne e 'daspo' e che magari dentro allo stadio non vi potrebbero neppure mettere piede.  Di fronte a tutto ciò la prospettiva è di farli entrare dal portone principale del Viminale. Quale potrebbe essere la loro reazione delle donne e degli uomini impegnati negli stadi di fronte a.una interlocuzione diretta che finirebbe per 'sdoganare' come interlocutori personaggi che praticano violenza? E la reazione di quei presidenti di calcio che sono sistematicamente sotto pressione da parte di gruppi di tifo organizzato e che sono addirittura minacciati perché non disponibili a compromessi?".

"Su questo che chiedo un suo autorevole intervento per ristabilire, in punta di diritto i confini dello Stato e conseguentemente 'confinare' la violenza fuori dalle interlocuzioni istituzionali", conclude.

27/12/2018 - 20:33

“Il Pd ha cose più importanti da fare che attaccare il ministro dell’Interno, specie in un momento del genere. Il giudizio sull’ennesima foto in cui Salvini mangia e ride parlando di una tragedia, spetta a tutti quei cittadini che, per la casa gravemente danneggiata, saranno costretti a passare la notte al gelo nell’incertezza su quello che accadrà nelle prossime ore alle loro abitazioni”. Lo scrive su Istagram Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, a proposito della foto scattata a Catania e pubblicata su Facebook in cui Salvini ride con un’arancina in mano.

“Ci sono momenti della vita in cui nessuno ha il diritto di scherzare sulle difficoltà altrui. Meno che meno se ha la fortuna di rappresentare il governo italiano”, conclude.

27/12/2018 - 20:18

“Salvini si trova a Catania dove c’è stato il terremoto. Io mi chiedo cosa avrà da ridere. Cosa avrà visto di così divertente tra le macerie e i feriti?”. Lo scrive su Twitter Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito del post su Facebook in cui il ministro dell’Interno Matteo Salvini parla del terremoto nel Catanese con un’arancina in mano.

27/12/2018 - 18:57

“Gli italiani dall’anno prossimo pagheranno più tasse, è questo il cambiamento portato dal governo gialloverde”. Così Alessia Rotta, vicepresidente vicaria dei deputati del Partito Democratico, dopo l’audizione di Giuseppe Pisauro, presidente dell'Ufficio parlamentare di bilancio

“Con i governi a guida Dem la pressione fiscale è progressivamente diminuita, ora torna a crescere. Lo avevamo detto da tempo, ma adesso lo certifica anche l’ufficio parlamentare di Bilancio. Aumentano le tasse e – sottolinea - diminuiscono gli investimenti. Così la “manovra del popolo”, raccontata dalla macchina comunicativa dell’esecutivo, è in realtà una manovra contro il popolo”.

“Purtroppo – conclude Rotta - la propaganda elettorale di Di Maio e Salvini la pagano le cittadine e i cittadini italiani”.

27/12/2018 - 18:01

“Fare luce su quali siano state le eventuali ‘falle’ nel sistema di protezione di cui beneficiava Marcello Bruzzese, il fratello del pentito di ‘ndrangheta Girolamo, ucciso a Natale in un agguato di stampa evidentemente mafioso nel centro storico di Pesaro”. Lo chiede Alessia Morani, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, con un’interrogazione al ministro dell’Interno.

“Secondo le prime ricostruzioni – continua - attorno alle 18.30, i killer, con i volti coperti, lo hanno atteso nei pressi di casa sua, hanno aspettato che la sua auto rallentasse per entrare in garage, poi gli hanno sparato decine di colpi con una o due pistole automatiche calibro 9. Bruzzese è morto nell'abitacolo dell'auto, mentre gli assassini si sono dileguati a piedi lungo le strette vie del centro storico di Pesaro, città non scelta ma dove viveva con la sua famiglia da 3 anni perché sottoposto al programma di protezione dei testimoni di giustizia, sotto il diretto controllo del Ministero dell’Interno. il sistema di protezione italiano è stato, fin ad oggi, uno dei più efficaci a livello internazionale. Nel meccanismo che avrebbe dovuto proteggere Marcello Bruzzese dalla 'ndrangheta qualcosa potrebbe non aver funzionato, come ipotizza il Procuratore Nazionale antimafia Cafiero De Raho, che, in un'intervista al Fatto Quotidiano a due giorni dall'agguato, ha sottolineato che ‘le modalità dell'omicidio fanno pensare a una vera e propria esecuzione di stampo mafioso, programmata e portata a segno da un gruppo di killer. I familiari dei collaboratori sono trasferiti in località lontane per impedire che siano colpiti. Qui l'informazione sul luogo di residenza è giunta ai killer che hanno avuto tempo e modo di programmare l'omicidio. Qualcosa potrebbe non aver funzionato’. Non appare infatti ancora chiaro come sia stato possibile che i sicari siano venuti a conoscenza del luogo di residenza di Marcello Bruzzese, che dalla Calabria si era trasferito nella cittadina marchigiana, senza cambiare identità. L’omicidio, di Marcello Bruzzese, fratello di un pentito di mafia, rappresenta dunque un fatto di straordinaria gravità!”.

“E’ importante anche conoscere quanti siano stati i casi di omicidio verificatisi nell’ambito del sistema di protezione dei collaboratori di giustizia dall’entrata in vigore della normativa che li riguarda fino a oggi e quale sia con esattezza l’orario in cui il Ministro è stato informato dell’omicidio di Pesaro, con quale modalità tale informazione gli sia stata data e esattamente da chi, quale sia stato l’orario in cui ha invece ricevuto l’informazione scritta”, conclude.

27/12/2018 - 18:00

“La richiesta di chiarimenti sull’esecuzione mafiosa di Pesaro non può essere derubricata a ‘becera polemica’: essa rientra tra i doveri istituzionali assegnati ai parlamentari”. Lo dichiara Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, a proposito del tweet del senatore leghista Arrigoni sulla visita di Salvini a Pesaro.

“Chiedere chiarimenti – spiega – è un dovere di ogni appartenente alle istituzioni all’interno di un sistema che può essere definito democratico. A maggior ragione lo è se un ministro dell’Interno, davanti a un omicidio e una preoccupante violazione del sistema di protezione dei collaboratori di giustizia, nonché a un terremoto che solo per una serie fortunata di coincidenze non ha fatto registrare morti, ci informa sugli alimenti con cui fa colazione la mattina. Se Salvini, d’altronde, ha avuto bisogno di improvvisare prima una diretta social da casa dei genitori il 26 dicembre, poi di convocare il giorno dopo una conferenza stampa sullo stesso tema, ha indirettamente ammesso di aver compiuto un grave errore di sottovalutazione”.

“L’accusa dei leghisti al Pd è segno di una concezione che scambia le critiche indispensabili in una democrazia con delle polemiche strumentali. E’ dunque del tutto infondata. O peggio…”, conclude.

27/12/2018 - 17:56

“Le scelte messe in atto in questa legge di bilancio rispetto al Terzo settore, non mettono a nudo solo la pericolosa incompetenza della maggioranza, ma anche la totale mancanza di visione sul ruolo prezioso svolto dal mondo del non profit nelle nostre comunità”. Lo dichiara Maria Chiara Gadda, capogruppo Pd in Commissione Agricoltura alla Camera, a proposito della Legge di Bilancio.

“Per il governo gialloverde – spiega - evidentemente, serie politiche di inclusione sociale non portano immediato consenso. Nero su bianco, in legge di bilancio ci sono più tasse per il terzo settore, e le giustificazioni che arrivano in queste ultime ore da Conte e Di Maio mettono una pezza peggiore del buco. Nonostante avessimo fatto ben presente che la manovra avrebbe penalizzato un’articolazione sociale di fondamentale importanza come il Terzo settore, il governo ha deciso di raddoppiare l’Ires agli enti e poi, davanti alle giuste proteste pervenute da più parti, Di Maio e Conte hanno annunciato una marcia indietro sul prossimo provvedimento utile. La legge di bilancio non è ancora stata approvata, e se ne vedono già i drammatici effetti. Queste parole, unite a quelle raccapriccianti della vice-ministro Castelli (qualcuno le spieghi bene cosa si intende per ‘Terzo settore’), sono il segno della vera natura del cosiddetto governo del cambiamento. Della ‘compagnia’ fa parte anche il ministro Centinaio, che addirittura oggi rivendica le risorse assegnate nella precedente legislatura alla lotta contro lo spreco alimentare. Peccato che per gli anni futuri tali risorse saranno azzerate, avendo respinto gli emendamenti che avevo presentato alla manovra 2019. E che dire anche della insoddisfacente soluzione trovata dal governo per il fondo a favore degli aiuti alimentari agli indigenti”.

“Il governo ne ha talmente riconosciuta l’importanza che, nonostante il mio emendamento alla Camera e a quello di Matteo Renzi al Senato presentati per rifinanziare il fondo ai livelli della legislatura precedente, dei 5 milioni proposti ne è stato aggiunto uno solo”, conclude.

27/12/2018 - 17:55

“L’ufficio parlamentare di bilancio ha confermato che nel 2019 la pressione fiscale aumenta al 42,4%, dopo 5 anni di diminuzione. Eccolo il governo del cambiamento: cambia il segno all’andamento della pressione fiscale. Prima diminuiva, ora aumenta”.

Così il capogruppo Pd in commissione Bilancio Luigi Marattin.

Pagine