“Le dichiarazioni di Costantino Righi Riva, consigliere comunale ed ex candidato sindaco del centrodestra a Formigine in provincia di Modena, sul diritto di voto delle donne sono inermi, pericolose e indegne di chi ricopre un ruolo pubblico. Mettere anche solo in discussione il diritto di voto femminile è un attacco frontale a un pilastro della democrazia e un insulto alla storia di questo Paese”.
Così il deputato Pd e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Il voto alle donne - aggiunge - è una conquista sancita dalla Costituzione, frutto di lotte vere, di esclusioni subite e di diritti negati troppo a lungo. Sentire oggi un rappresentante delle istituzioni parlare come se quei diritti fossero negoziabili è semplicemente inaccettabile.
Chi ha ricoperto – e ricopre – incarichi politici ha il dovere di conoscere il peso delle proprie parole. Perché normalizzare idee che negano l’uguaglianza significa legittimare una cultura regressiva, autoritaria, fuori dal tempo. Nel 2026 l’anno dell’80esimo anniversario del voto alle donne, non c’è spazio per nostalgie patriarcali mascherate da opinioni. Se il consigliere Righi Riva - conclude - non riconosce il valore universale dei diritti, allora il problema non è chi si indigna: il problema è suo e dovrebbe interrogarsi sul perché siede ancora in un consiglio comunale”.
"È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Maria Rita Parsi. Psicologa e psicoterapeuta di altissimo profilo. In prima fila per i diritti dell'infanzia. Pochi giorni fa l'abbiamo audita in Commissione Periferie della Camera dei Deputati. Una audizione che mi ha colpito molto, per lo spessore culturale e la grande umanità che ha dimostrato". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Carlo Nordio continua imperterrito a prendere in giro l’intelligenza degli italiani. Oggi si erge a difensore della ‘sacralità’ del Parlamento, arrivando a definire addirittura ‘blasfeme’ le critiche alla riforma costituzionale sulla giustizia. Peccato che dimentichi un dettaglio fondamentale: quella riforma il Parlamento, nei fatti, non l’ha mai vista.” Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico. “Il testo approvato dalle due Camere è esattamente identico a quello uscito dal Consiglio dei ministri. Identico parola per parola. Non perché fosse perfetto, ma perché la maggioranza ha imposto una chiusura totale, impedendo qualsiasi modifica e qualsiasi reale confronto parlamentare. Nessuno ha potuto ‘metterci bocca’. Una visione piuttosto distorta del concetto di democrazia e della presunta sacralità delle istituzioni. Nordio dice che il Parlamento è sacro, ma lo riduce a un passacarte. Rivendica il rispetto delle decisioni parlamentari, salvo poi svuotare il Parlamento del suo ruolo più importante: discutere, emendare, migliorare le leggi. Se questa è la sua idea di democrazia parlamentare, allora c’è poco da stare tranquilli” conclude Serracchiani.
“L’Europa tra Trump e la Cina. Tendenze e conflitti del mondo globale” è il titolo del libro di Patrizio Bianchi che sarà presentato mercoledì 4 febbraio alle ore 14.30 presso la sala Matteotti della Camera dei Deputati. All’incontro parteciperanno oltre all’autore, Anna Ascani, Vicepresidente della Camera, Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera, e Andrea De Maria, deputato Pd.
"La condanna del Pd rispetto alle violenze commesse a Torino ai danni di un agente è netta e totale: chi ha commesso questa aggressione ne dovrà rispondere, la violenza non può mai trovare alcuna giustificazione. La dinamica di quanto accaduto a Torino sembra essere quella già vista in altre occasioni: manifestazioni con decine di migliaia di persone, che si svolgono pacificamente fin quando sul finire sopraggiungono gruppi violenti a volto coperto che irrompono con intenti criminali.
Mantenere l’ordine pubblico è compito del ministro dell’Interno, così come mettere in atto misure che consentano di prevenire questa violenza, specialmente quando è facilmente prevedibile. Strumentalizzare quanto accaduto, come stanno facendo alcuni esponenti della destra, addossando la responsabilità dei fatti criminali ai partiti di opposizione è un esercizio becero e pericoloso che dimostra tutta l’inadeguatezza di chi è oggi al potere, e che non vuole assumersi le proprie responsabilità". Così Laura Boldrini deputata Pd e presidente del Comitato diritti umani della Camera.
“È vergognoso strumentalizzare le gravissime aggressioni di Torino alle nostre Forze dell'Ordine per costruire un’attacco politico immotivato contro il sindaco Lo Russo. A maggior ragione quando gli agenti feriti sono ancora in ospedale”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico, commentando le dichiarazioni del ministro Paolo Zangrillo.
“Di fronte alle aggressioni criminali alle forze dell’ordine - sottolinea l’esponente dem - serve una condanna collettiva e unità delle istituzioni. Usarle per colpire politicamente un’amministrazione locale è scorretto e irresponsabile. Il sindaco Lo Russo ha sempre tenuto una linea chiara di difesa della legalità, di promozione del bene pubblico e di sostegno alle forze dell’ordine. Metterlo sotto accusa significa distorcere i fatti e alimentare una polemica che non aiuta né la sicurezza né la città”.
“Zangrillo - conclude Mauri - pensi piuttosto a fare il suo mestiere, che non sta facendo bene, invece di spiegare agli altri cosa dovrebbero fare. In momenti come questi servirebbe responsabilità istituzionale e fronte comune contro ogni forma di violenza, non propaganda politica sulla pelle degli agenti”.
"Chi ha aggredito il poliziotto a Torino a martellate è un delinquente. E va perseguito senza esitazione alcuna. La violenza non fa parte della nostra cultura politica e della nostra storia. L’abbiamo sempre contrastata, da qualsiasi parte politica venisse. La destra invece la smetta di speculare su una vicenda così grave scagliandosi contro il Pd, l’opposizione e i magistrati. E’ insopportabile che chi sta al potere e ha la responsabilità dell’ordine pubblico usi ogni argomento per costruire una polemica politica contro l’avversario. Sarebbe assai grave che i fatti di Torino venissero usati per ulteriori strette dal sapore autoritario. Non sarebbe la prima volta”. Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
"Le dichiarazioni di Mollicone sono vergognose. Le aggressioni criminali alle forze dell’ordine, come ha detto ieri per prima la segretaria Elly Schlein, vanno denunciate con forza. Come pure con forza vanno condannate le strumentalizzazioni becere di Mollicone e di qualche suo collega che siamo costretti a leggere in queste ore. Invece di costruire le condizioni per fare fronte comune contro ogni tipo di violenza c’è chi non perde occasione per fare polemica politica sulla pelle degli agenti”.
Così il deputato Pd Matteo Orfini in replica alla parole di Federico Mollicone rivolte alla segretaria del Partito Democratico Elly Schlein.
“Quello che è accaduto a Torino è grave, inaccettabile e non ha nulla a che vedere con il diritto di manifestare. Una protesta annunciata come pacifica si è trasformata in ore di guerriglia urbana”. Lo dichiara Stefano Graziano, deputato del Partito Democratico e capogruppo in commissione Difesa.
“Esprimo la mia piena e sincera solidarietà all’agente aggredito e ferito durante gli scontri, così come a tutte le donne e gli uomini delle forze dell’ordine che hanno riportato ferite e ai giornalisti coinvolti. A loro va il nostro rispetto e il nostro sostegno - prosegue l'esponente dem - non può esserci alcuna giustificazione per chi usa martelli, bombe carta e incendi come strumenti di lotta politica. La violenza organizzata di gruppi antagonisti non è legittimo dissenso, ma è un attacco allo Stato, alla convivenza civile e alla libertà di tutti”.
“Torino - conclude Graziano - è una città democratica, solidale, civile, che non può essere ostaggio di minoranze violente che nulla rappresentano se non se stesse. Difendere il diritto a manifestare significa anche difendere la legalità e isolare chi la calpesta. Su questo non possono esserci zone grigie”.
“Le aggressioni premeditate di ieri a Torino contro le nostre forze dell’ordine da parte di gruppi organizzati sono assolutamente inaccettabili”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato e responsabile nazionale Sicurezza del Partito Democratico.
“Ai poliziotti va tutto il nostro sostegno e la nostra vicinanza”, aggiunge il deputato dem, sottolineando la gravità degli episodi avvenuti nel capoluogo piemontese.
“Ora bisogna rinforzare gli organici e non lasciarli soli”, conclude Mauri.
"La violenza è inaccettabile. Solidarietà agli agenti e ai giornalisti colpiti. La condanna contro chi usa la forza non può avere esitazioni. Non esistono ragioni che possano rendere meno gravi l’aggressione del poliziotto rimasto ferito ieri".
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Quello che è successo a Torino è gravissimo. Un poliziotto di 29 anni accerchiato, pestato, colpito con un martello mentre era a terra. Calci alla testa, pugni, tre martellate alla schiena. Si chiama Alessandro Calista, ha una moglie e un figlio.
Chi ha fatto questo non è un manifestante. È un criminale. E va trattato come tale.
Individuato, arrestato, processato, condannato”. Lo scrive su Facebook Marco Furfaro, deputato Pd e componente della segreteria nazionale.
"Non esistono giustificazioni. Non esistono ‘però'. Non esistono contesti che rendano accettabile colpire un uomo con un martello. Questo va detto - prosegue il post - con chiarezza assoluta. E va detto anche altro. Chi oggi usa queste immagini per criminalizzare chiunque sia sceso in piazza in questi mesi, per i diritti, per il lavoro, per la Palestina, per la democrazia, sta facendo un’operazione politica. Sporca. E pericolosa".
"Così come lo è - conclude Furfaro - usare questa vicenda per parlare del referendum sulla giustizia. Manifestare è un diritto costituzionale. Prendere a martellate un poliziotto è un crimine. Sono due cose diverse. E chi le confonde lo fa volutamente. Solidarietà ad Alessandro Calista. Condanna senza ambiguità per i criminali che lo hanno aggredito".
“Atti di violenza inaccettabili. Premeditati e quindi ancora più vergognosi. Piena solidarietà agli agenti colpiti e a tutte le forze di polizia. Questi atti teppistici vanno condannati non perché, come ho letto, fanno il gioco della destra, ma perché la violenza è inaccettabile e da condannare con la massima fermezza. Senza esitazioni.” Così Lorenzo Guerini del Pd.
Licenziata per 2,9 euro: una vergogna che chiama in causa azienda e ministero.
"Licenziare una lavoratrice con trent’anni di servizio per un flacone di detersivo da 2,9 euro è un atto ingiusto e sproporzionato. Pam Panorama dimostra ancora una volta un modello aziendale basato sull’accanimento e non sul rispetto delle persone, trattando una dipendente storica come una colpevole senza alcun fondamento penale. Qui non c’è rigore, ma solo umiliazione e abuso di potere". Lo dichiara Marco Simiani, deputato Pd, in merito a quanto accaduto a Grosseto.
"Altrettanto grave - conclude Simiani - è il silenzio del governo Meloni, che si gira dall’altra parte di fronte a licenziamenti e pratiche vessatorie già contestate dalla Magistratura. La destra ha respinto atti parlamentari che chiedevano di intervenire sulla crisi del gruppo, di fermare pratiche vessatorie come il ‘test del finto cliente’ e di aprire un tavolo nazionale. È una scelta politica precisa: abbandonare chi lavora, legittimare comportamenti aziendali arbitrari e rinunciare al ruolo pubblico di tutela del lavoro e della dignità delle persone. Il Pd continuerà a stare dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, dentro e fuori le istituzioni".
L’ospedale La Gruccia di Montevarchi simbolo di una criticità nazionale.
"Difendere il Punto nascita dell’ospedale della Gruccia significa difendere il diritto alla salute, alla sicurezza e alla dignità delle comunità locali. Ho voluto essere qui per testimoniare la mia vicinanza alle mamme, al personale sanitario, ai sindaci e a tutta la comunità, perché quando si rappresenta un territorio non contano le appartenenze politiche ma il dovere di stare accanto ai cittadini. La battaglia che si sta combattendo oggi non riguarda solo Montevarchi: è una questione nazionale legata alla grave crisi demografica che attraversa il Paese". Lo dichiara il deputato PD Marco Simiani, intervenendo alla manifestazione che si è svolta oggi a Montevarchi, davanti all’ospedale del Valdarno Superiore, alla quale hanno partecipato oltre 200 persone.
"Per questo - conclude Simiani - insieme alla collega Ilenia Malavasi e a molti altri parlamentari toscani, presenteremo un’interrogazione al ministro della Salute per chiedere il rinnovo immediato del Comitato Percorso Nascita Nazionale e per sollecitare azioni concrete a tutela dei punti nascita nelle aree più fragili. I parametri fissati quindici anni fa non possono più essere applicati automaticamente in un contesto profondamente cambiato. Dopo il Covid, soprattutto nella Regione Toscana, abbiamo imparato che la prossimità delle cure è un elemento fondamentale di sicurezza e coesione sociale: continuare a chiudere i punti nascita significherebbe aumentare le disuguaglianze territoriali e indebolire le comunità. Servono scelte responsabili, investimenti e soluzioni organizzative per garantire nascite sicure e servizi sanitari vicini alle persone".