Salario: Guerra, governo Meloni svaluta lavoro e favorisce declino economico del Paese
Bisogna alzare gli stipendi ai lavoratori
Bisogna alzare gli stipendi ai lavoratori
"Il Governo risponderà venerdì in Aula alla Camera, sulla vertenza Berco. Le notizie di ieri sull'incontro fra azienda e sindacati sono molto negative. Esprimiamo grande preoccupazione e tutta la nostra solidarietà ai lavoratori e alle lavoratrici. Abbiamo presentato, insieme al collega Fornaro, una interpellanza urgente al Governo per chiedere di mettere in atto tutte le iniziative possibili per salvare i posti di lavoro e un presidio produttivo di grande valore per il Paese".
Così Andrea De Maria e Nadia Romeo, deputati PD.
“L’Italia ha il risultato peggiore di tutti i Paesi del G20 per quanto riguarda i salari reali, che sono inferiori di 8,7 punti rispetto a quelli del 2008. Nel frattempo il Governo cosa fa? Boccia la legge sul salario minimo, lascia 7 milioni di lavoratori ancora in attesa di contratto e nel pubblico impiego non riconosce il pieno recupero dell’inflazione perduta. Non sono queste le risposte di cui il Paese ha bisogno e i dati emersi oggi dalla ricerca dell’Ilo lo confermano”.
“I dati Eurostat certificano il fallimento delle politiche del governo Meloni sul lavoro. L'Italia si conferma ultima in Europa per tasso di occupazione, con un divario che, invece di ridursi, aumenta. L’occupazione femminile resta drammaticamente indietro, con un distacco di oltre 13 punti rispetto alla media UE, e i giovani continuano a essere penalizzati. Di fronte a questo scenario allarmante, l’esecutivo continua a negare la realtà e a proporre misure inefficaci, mentre servirebbero investimenti seri per creare lavoro stabile e ben retribuito.
Subito risposte strutturali
“I dati sull’esplosione della Cassa integrazione tra gennaio e febbraio squarciano il velo di propaganda della destra al governo. Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno siamo a più 39%. Significa che soprattutto il settore manifatturiero è in grande sofferenza. Il Governo usi al primo provvedimento utile tutte le leve per dare risposte strutturali a una crisi duratura visto il crollo della produzione industriale negli ultimi 23 mesi. Non si può più aspettare”.
“Il Governo deve uscire dalle vuote parole trionfalistiche e stare nella realtà: per occupazione femminile siamo ultimi in Europa, con un divario di genere di oltre 18 punti che diventano anche 30 per il gap retributivo. Se il Governo non approva il salario minimo e invece liberalizza i contratti a termine, dà un segnale preciso che incide sulla vita delle donne, che sono quelle con contratti più deboli e precari. Se taglia 150mila posti di asilo nido e non riconosce i congedi paritari pienamente retribuiti e universalistici, significa che vuole tenere le donne a casa.
“E’ già stucchevole, in una discussione sulle politiche volte a favorire l’occupazione femminile, registrare in quest’Aula la subalternità di linguaggio utilizzata anche da persone di sesso femminile. Non si sognerebbero mai di chiamare ‘cameriere’ la cameriera oppure ‘maestro’ la maestra. Però se c’è una presidente del Consiglio donna la chiamano ‘il presidente del Consiglio’, se c’è una ministra donna la definiscono ‘il ministro’. Fatevi una domanda e datevi una risposta.
Federmeccanica e Assistal rispondano a sindacati
“Il Governo batta un colpo e sostenga il rinnovo dei contratti ancora aperti. Sono quasi sette milioni i lavoratori in attesa. La notizia di oggi dello sciopero generale di otto ore proclamato unitariamente dai sindacati metalmeccanici Fim Fiom e Uilm ci dice che c’è un tentativo esplicito di cambiare il modello contrattuale che cambierà le condizioni materiali dei lavoratori. Il Governo faccia pressione su Federmeccanica e Assistal perché dia risposte concrete alla piattaforma presentata dai sindacati”.
“Quello che sta succedendo ai lavoratori della Navico di Montespertoli è inaccettabile: si tratta di un’impresa storica del territorio con competenze decennali e con fatturati in attivo la cui proprietà ha deciso, unilateralmente e via mail, di licenziare tutti e spostare la produzione in Messico.
Convocare subito una riunione dei capigruppo perché non è accettabile l’ennesimo boicottaggio di una legge delle opposizioni e lo stravolgimento dell’ordine dei lavori. Oggi è il caso della legge per la “settimana corta” calendarizzata in quota opposizioni per un tema fondamentale” lo ha chiesto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati intervenendo in Aula.